Leggi in Tema di Tutela dell’ambiente in India

INTRODUZIONE

Le leggi relative alla protezione ambientale in India sono sancite all’interno della Costituzione. Quest’ultima, all’articolo 51-A (g), stabilisce, come dovere fondamentale di ogni cittadino, la protezione e il miglioramento dell’ambiente naturale, inclusi foreste, laghi, fiumi e fauna selvatica, nonché la compassione verso gli esseri viventi. L’articolo 48-A della Costituzione indiana prevede a carico dello Stato la responsabilità di proteggere e migliorare l’ambiente e di salvaguardare le foreste e la fauna selvatica del Paese.

LE LEGGI CHIAVE

Il quadro normativo riguardante la protezione ambientale in India si articola principalmente in tre leggi fondamentali, che stabiliscono i parametri per le imprese, come le emissioni atmosferiche specifiche per ogni settore industriale e gli standard di scarico. Le tre principali leggi per la protezione dell’ambiente in India sono le seguenti:

  • Environmental (Protection) Act 1986
  • Water (Prevention and Control of Pollution) Act 1974
  • Air (Prevention and Control of Pollution) Act 1981, insieme alle relative norme.

L’Environmental (Protection) Act del 1986 è una legge volta alla protezione e al miglioramento dell’ambiente e a questioni correlate. Essa fornisce un quadro per il coordinamento delle autorità centrali e statali, istituito in base al Water (Prevention and Control of Pollution) Act del 1974 e all’Air (Prevention and Control of Pollution) Act del 1981. Il governo centrale è autorizzato a prendere le misure necessarie per proteggere e migliorare la qualità dell’ambiente, stabilendo standard per le emissioni e gli scarichi, regolando la localizzazione delle industrie, gestendo i rifiuti pericolosi e tutelando la salute e il benessere pubblico.

L’altra legge per la protezione dell’ambiente è il Water (Prevention and Control of Pollution) Act del 1974. Le norme previste da questa legge vietano lo scarico di inquinanti nei corpi idrici oltre gli standard stabiliti e prevedono sanzioni in caso di non conformità. La legge ha, inoltre, istituito il Central Pollution Control Board (CPCB) e i State Pollution Control Boards (SPCB), che stabiliscono standard per la prevenzione e il controllo dell’inquinamento idrico. Gli SPCB operano sotto la direzione del CPCB e del governo statale.

Infine, la regolamentazione per la prevenzione dell’inquinamento atmosferico è disciplinata dall’Air (Prevention and Control of Pollution) Act del 1981. Questa legge prevede standard di qualità dell’aria, misure per il controllo e la riduzione dell’inquinamento atmosferico, vieta l’uso di combustibili e sostanze inquinanti e regola gli apparecchi che generano inquinamento atmosferico. L’emendamento del 1987 ha conferito ai consigli per il controllo dell’inquinamento centrali e statali il potere di affrontare gravi emergenze, autorizzandoli a prendere misure immediate per la gestione di queste ultime e a recuperare le spese sostenute dai responsabili. Inoltre, l’emendamento in oggetto ha rafforzato la facoltà di revocare il consenso in caso di mancato rispetto delle condizioni prescritte.

Oltre alle normative emanate per proteggere l’ambiente, il governo indiano si è, inoltre, impegnato a ridurre l’intensità delle emissioni di carbonio del suo PIL del 45% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030.

Inoltre, l’India è uno dei pochi paesi al mondo che impone la Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR). Le Companies Corporate Social Responsibilities Policy Rules del 2014 e il Companies Act del 2013 richiedono a determinate imprese (con un certo patrimonio netto, fatturato o utile netto) di rispettare gli standard di rendicontazione della sostenibilità. Queste aziende devono costituire un comitato CSR, spendere almeno il 2% dei loro profitti netti medi in iniziative CSR e includere un rapporto annuale sulle attività CSR nel loro rapporto annuale del consiglio di amministrazione.

Nel 2016, inoltre, l’India ha rivisto diverse norme sulla gestione dei rifiuti. Tra queste, le norme sulla gestione dei rifiuti pericolosi, dei rifiuti elettronici e dei rifiuti plastici sono state aggiornate per allineare la gestione dei rifiuti dell’India a quella di altre regioni, in particolare l’UE. Le autorità hanno incorporato la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) in queste leggi, imponendo responsabilità significative ai produttori e alle aziende che immettono prodotti sul mercato indiano. Per ridurre al minimo l’impatto negativo sull’ambiente durante il ciclo di vita dei prodotti, queste aziende sono ora soggette al principio del “chi inquina paga”. Questo approccio richiede alle strutture che producono o immettono prodotti sul mercato indiano di istituire un meccanismo di raccolta “canalizzata” (ovvero che passa attraverso vari passaggi, come i rivenditori) e di ritiro dei prodotti a fine vita.

CONCLUSIONE

In India, le autorità di regolamentazione svolgono un ruolo importante nel garantire la protezione dell’ambiente. Il Ministero dell’Ambiente, delle Foreste e dei Cambiamenti Climatici (MoEFCC), istituito nel 1985, è la struttura amministrativa più importante del Paese per la protezione dell’ambiente. Quest’ultimo, insieme al Central Pollution Control Board e agli State Pollution Control Boards, è responsabile della regolamentazione dei programmi ambientali e dell’emanazione di un quadro giuridico e normativo in materia.

Bosky Tanmay Gokani Bosky Tanmay Gokani

Bosky Tanmay Gokani

Legal Advisor
Bosky Gokani è un avvocato qualificato indiano che attualmente risiede in Cina.

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