Negli ultimi anni, il legislatore italiano, in particolare a seguito dell’introduzione della Riforma Cartabia (D.lgs. 149/2022), ha rafforzato il ricorso alla mediazione e alla negoziazione assistita quali condizioni di procedibilità in vari ambiti del diritto civile. Questo intervento normativo ha reso più strutturato e diffuso l’utilizzo di metodi alternativi di risoluzione delle controversie (ADR), mirando a ridurre il carico del sistema giudiziario e a favorire soluzioni più rapide e collaborative.
In questo articolo esploreremo i casi nei quali ricorrere a questi strumenti si rende obbligatorio e come operano all’interno del sistema processuale italiano.
Mediazione e negoziazione assistita: cosa sono e quando sono obbligatorie
La mediazione obbligatoria, prevista dal D.lgs. 28/2010, è uno strumento volto a risolvere le controversie tramite un mediatore imparziale che si pone quale soggetto terzo a supporto delle parti per dirigerle verso una definizione della controversia senza che essa debba essere portata avanti ad un giudice. La mediazione si conclude positivamente quando le parti raggiungono un accordo, il c.d. accordo di mediazione, che diviene vincolante tra esse. L’esperimento del tentativo di mediazione è condizione di procedibilità in diverse materie come, ad esempio, diritti reali, condominio, successioni, locazione, e, dalla Riforma Cartabia anche in caso di contratti di associazione in partecipazione, consorzio, franchising, opera, rete, somministrazione, società di persone e subfornitura. Ciò significa che la parte che intende far valere un proprio diritto davanti ad un giudice, deve preliminarmente tentare di risolvere la disputa tramite mediazione con l’auspicata possibilità che essa porti ad un accordo di mediazione. Ai sensi di legge, gli organismi di mediazione sono soggetti qualificati al ruolo e inseriti in appositi albi per l’esercizio della professione.
Si discosta leggermente dalla mediazione la negoziazione assistita, introdotta con il D.L. 132/2014, ovvero il procedimento che promuove la ricerca di un accordo tra le parti tramite l’assistenza obbligatoria dei propri avvocati e dunque senza la presenza di un soggetto terzo ed imparziale. La negoziazione assistita è condizione di procedibilità in caso di risarcimento danni da circolazione di veicoli o natanti, nonché in caso di domanda di pagamento fino a 50.000 euro, a qualsiasi titolo. Nel caso in cui le parti riescano ad addivenire ad un accordo di negoziazione, anch’esso avrà carattere vincolante tra le parti.
Ove i tentativi di ADR siano esperiti ma non abbiano esito positivo, parte attrice può procedere a depositare la propria domanda avanti al giudice. Nei casi in cui venga a mancare il tentativo di esperimento della condizione di procedibilità obbligatoria, ovvero della mediazione e della negoziazione assistita il giudice, rilevata la mancanza d’ufficio, può rigettare la domanda, oppure invitare le parti a regolarizzare la situazione entro un certo termine.
Conclusioni
La Riforma Cartabia ha senz’altro consolidato il ruolo della mediazione e della negoziazione assistita come passaggi fondamentali nel processo civile italiano, nel tentativo di ridurre il carico di lavoro dei Tribunali civili.
Conoscere quando sono obbligatorie e quale sia la procedura corretta da attivare, permette alle imprese e ai professionisti di muoversi in modo consapevole, evitando improcedibilità e ritardi processuali. In un sistema sempre più orientato alla risoluzione amichevole delle liti, l’approccio corretto agli ADR può rappresentare un vantaggio strategico importante.