Introduzione

Sin dal principio, la funzione delle Zone Economiche Speciali (“ZES”)  è stata quella di potenziare il commercio e aprire l’economia dei paesi, richiamando investitori internazionali e agendo come spinta per lo sviluppo industriale in particolari regioni.

La prima ZES della storia è stata un parco industriale creato a Puerto Rico nel 1947 per attrarre investimenti dagli Stati Uniti.  In India, le ZES sono state introdotte per la prima volta nel 2005, quando il governo indiano ha approvato lo “Special Economic Zones Act, 2005”, una nuova legge che definisce redige la struttura per la creazione delle SEZ.  Questo disegno di legge copre tutti gli importanti aspetti legali e normativi dello sviluppo della ZES in India.

Le SEZ sono state istituite principalmente per lo sviluppo di medie, piccole e microimprese, per aiutarle a migliorare gli investimenti esteri, aumentare le esportazioni, creare opportunità di lavoro e promuovere lo sviluppo regionale al fine di stimolare l’economia del paese. Esse sono considerate come territorio straniero ai fini fiscali e doganali, godendo di privilegi quali incentivi all’esportazione ed esenzione fiscale per la conversione di valute estere. Infatti, le ZES sono ora progettate per beneficiare sia il mercato interno che l’export.

In India, la prima ZES è stata costituita nell’anno 1963 a Kandla, nello Stato del Gujarat. In seguito all’ approvazione della legge SEZ notificata il 10 febbraio 2006, sono state poi create ZES in tutta l’India, con una serie di regolamenti dedicati, nonché incentivi quali esenzione fiscale e accesso a infrastrutture migliori e più efficienti.

Tuttavia, nel corso degli anni lo “Special Economic Zones Act, 2005” ha iniziato a perdere il suo fascino, diventando obsoleto e ridondante in rapporto allo sviluppo economico del Paese, con l’applicazione di un’imposta alternativa minima e una clausola di caducità per la rimozione dei benefici fiscali, ragion per cui è necessario un regolamento nuovo e aggiornato.

Il processo di creazione   

A causa di un recente dibattito con  l’ Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) nel 2019, dove il collegio di risoluzione delle controversie  si è pronunciato contro i sussidi e gli incentivi concessi dall’India alle società nelle ZES in quanto violazione dell’ “Accordo OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative”, l’India è pronta a modificare la sua precedente legge del 2005 e redigere una nuova politica SEZ in linea con le esigenze dell’economia indiana, prendendo in considerazione la pratica internazionale sulle ZES e l’esperienza passata.

Il governo indiano, nella sua recente sessione parlamentare dei monsoni, ha proposto di introdurre la nuova normativa SEZ 2.0 che sarà chiamata “Development Enterprise and Services Hub Bill, 2022” (abbreviato in “DESH”). Introducendo questo nuovo disegno di legge, il governo sta cercando di andare oltre la produzione orientata all’esportazione e concentrarsi su parametri di ampio respiro come la promozione di ulteriori attività economiche, la creazione di nuovi posti di lavoro e l’integrazione di vari poli industriali.  La DESH sarà applicata su tutti i centri industriali esistenti e anche quelli nuovi, per ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture disponibili e migliorare la competitività delle esportazioni, in  conformità all’accordo OMC, proponendo una maggiore partecipazione da parte dei governi dei vari stati e potrebbe creare uno sportello unico per il rilascio del nullaosta su istanze ricevute sia a livello statale che centrale.

A differenza del sistema precedente, in cui gli incentivi erano forniti in base alle esportazioni effettuate, questo nuovo disegno di legge mira a creare centri di sviluppo con un alto livello di infrastrutture che non si concentrano solo sulle esportazioni internazionali ma soddisfano anche i consumi interni.  Al fine di facilitare delle attività commerciali, il disegno di legge propone anche la creazione e la manutenzione di un portale online entro 6 mesi dall’entrata in vigore di tale normativa.

Il governo tenterà di introdurre un’agevolazione per la quale le imprese dovranno pagare i dazi doganali sulla base dei fattori produttivi utilizzati e non sul prodotto finito con valore più elevato, tentando inoltre di convertire zone industriali quali parchi tessili e alimentari in centri sviluppo.

Il disegno di legge ha classificato i centri sviluppo in due tipologie: “i centri d’ impresa” (Enterprise hubs) e i “centri di servizio” (Services hubs). I centri d’ impresa dovranno essere costituiti entro un’area di certe dimensioni e potranno essere utilizzati sia per attività manifatturiere che per quelle di servizio. Al contrario, i centri di servizio avranno requisiti sull’edificabilità del terreno e saranno consentiti solo per le attività legate ai servizi. Questi centri verranno istituiti sotto i consigli regionali degli Stati e formulati dal governo centrale, dagli Stati (o congiuntamente da entrambi) o da qualsiasi fornitore di beni e servizi.

Uno degli aspetti chiave del nuovo disegno di legge DESH è anche quello di promuovere l’espansione del settore dei servizi. Infatti, al momento solo servizi specifici come quelli informatici e tecnologici sono consentiti in zone economiche speciali, mentre questo disegno di legge propone di offrire benefici fiscali e altre sovvenzioni, congelando l’imposta sulle società al 15%  per attività “greenfield” e “brownfield” nei centri sviluppo.

Conclusioni

Con l’arrivo di questo nuovo emendamento, il settore manifatturiero in India otterrà la spinta necessaria di cui ha bisogno per portare questo paese al centro della produzione globale. Tuttavia, ci sono alcune questioni aperte che il progetto di legge DESH cerca di identificare e affrontare attraverso consultazioni con la sua commissione e le parti interessate.  Se da una parte è necessaria un’azione coordinata da parte del governo indiano, dei governi statali, delle associazioni industriali, degli investitori e di tutte le parti interessate, il nuovo disegno di legge DESH dovrà dimostrare di essere un punto di svolta per l’India una volta implementato e dovrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo governativo di rendere questo paese un’economia da 5 trilioni di dollari entro l’anno fiscale 2026.

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