Il 30 settembre 2025 il Consiglio di Stato cinese ha ufficialmente emanato l’“Avviso sull’attuazione degli standard relativi ai prodotti domestici e delle politiche connesse negli appalti pubblici” (Guobanfa [2025] n. 34, di seguito l’“Avviso”), che introduce modifiche sostanziali al meccanismo di valutazione dei prodotti nazionali negli appalti pubblici.
La policy entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, e il suo contenuto risulta sostanzialmente coerente con la bozza diffusa per consultazione pubblica nel dicembre 2024. Una delle disposizioni chiave stabilisce che i prodotti fabbricati o sostanzialmente lavorati all’interno della Cina avranno diritto a un vantaggio del 20% nella valutazione del prezzo durante le gare di appalto pubblico. Per le imprese a investimento estero (FIE) già operative in Cina o interessate ad accedere al mercato degli appalti pubblici cinesi, questa policy avrà implicazioni di vasta portata, potendo incidere sui requisiti di ammissibilità a determinati progetti pubblici, sulla configurazione delle catene di approvvigionamento e sulle decisioni di localizzazione produttiva.
I. Definizione di “Prodotti domestici”
Un elemento centrale della nuova policy è la precisa definizione di “prodotti domestici” che possono beneficiare di alcune agevolazioni negli appalti pubblici. Secondo l’Avviso, un prodotto deve soddisfare tutti e tre i seguenti criteri per essere riconosciuto come prodotto domestico:
- Lavorazione sostanziale in Cina
Il prodotto deve essere fabbricato all’interno del territorio doganale cinese e deve aver subito una lavorazione che ne modifichi le caratteristiche. Semplici attività di assemblaggio, confezionamento o etichettatura in Cina non sono sufficienti a soddisfare tale requisito.
- Quota di costo dei componenti locali
Il costo dei componenti prodotti in Cina deve rappresentare una determinata percentuale del costo totale del prodotto. La specifica soglia sarà definita separatamente dal Ministero delle Finanze (MOF) insieme alle autorità industriali competenti.
- Requisiti per componenti e processi chiave
Per determinate categorie di prodotti – in particolare quelli ad alta tecnologia o con rilevanza per la sicurezza nazionale – sono previsti ulteriori requisiti, tra cui l’obbligo che i componenti fondamentali e i processi produttivi principali siano completati in Cina.
II. Ambito di applicazione
Gli standard sui prodotti domestici definiti dalla nuova policy si applicano solo agli appalti pubblici di beni, e riguardano principalmente prodotti manifatturieri tangibili con catene di fornitura e strutture di componenti identificabili.
Non si applicano invece ai servizi, ai beni immobili, ai beni naturali o a prodotti che non richiedono processi industriali di produzione.
Per migliorare la competitività dei prodotti domestici nelle gare d’appalto pubbliche, l’Avviso introduce un meccanismo di vantaggio nella valutazione del prezzo:
Per le gare che prevedono l’acquisto di un singolo prodotto, i fornitori che offrono prodotti qualificati come domestici beneficeranno di una riduzione del 20% del prezzo ai fini della valutazione. Ciò significa che, ai fini della valutazione, il prezzo offerto sarà considerato pari all’80% di quello reale; il prezzo contrattuale finale resta invariato, ma la competitività del prodotto risulta significativamente aumentata.
Per i pacchetti d’appalto contenenti più prodotti, se i prodotti domestici rappresentano almeno l’80% del costo totale offerto da un fornitore, tutte le voci offerte da tale fornitore potranno beneficiare della medesima riduzione del 20% nella valutazione del prezzo.
III. Coerenza con gli obblighi internazionali
Qualora trattati o accordi internazionali cui la Cina aderisce contengano disposizioni in materia di appalti diverse da quelle previste nella presente policy, prevarranno le disposizioni del trattato o dell’accordo internazionale.
Tale previsione garantisce la coerenza della policy con gli impegni commerciali globali della Cina ed evita conflitti nelle pratiche di approvvigionamento transfrontaliero.
IV. Implicazioni per le imprese a investimento estero
Senza dubbio, la nuova policy cinese sugli appalti pubblici pone nuove sfide per le imprese a investimento estero, soprattutto per quelle i cui prodotti non sono fabbricati localmente.
L’enfasi sulla produzione nazionale, sull’approvvigionamento di componenti locali e sulla localizzazione dei processi produttivi implica che le imprese fortemente dipendenti da catene di fornitura estere potrebbero risultare meno competitive nelle gare pubbliche.
Tuttavia, la policy accresce la chiarezza e la trasparenza delle regole.
Vietando esplicitamente qualsiasi forma di discriminazione basata sul luogo di origine, di registrazione o sul tipo di proprietà di un’impresa, essa mira a creare un ambiente competitivo più equo anche per le FIE.
È importante sottolineare che l’obiettivo della politica non è escludere gli investimenti stranieri, bensì sostenere l’industria nazionale e contrastare la delocalizzazione produttiva. Il governo cinese mantiene infatti un forte interesse nell’assicurare condizioni di concorrenza equa, in particolare per attrarre investimenti esteri di alta qualità nei settori strategici. Per le imprese straniere, la chiave del successo risiederà nel promuovere attivamente la localizzazione produttiva, rafforzare i sistemi di compliance e adattarsi ai nuovi standard – integrandosi così in modo più profondo e sostenibile nel mercato cinese degli appalti pubblici.