L`India ambisce a divenire una destinazione accogliente per i registi cinematografici ed e` per tale ragione che il Governo indiano ha deciso di creare un “visto per film” attraverso l`eliminazione dei vari oneri di spesa prima a carico dei registi cinematografici e che andavano versati alle agenzie locali.

Questa nuova misura incoraggera` gli investimenti nel settore della produzione cinematografica. Non ci sara` alcun limite tecnico all`ottenimento di un visto per lavoro e all`attivita` cinematografica di ripresa. Sara` inoltre attribuito un ulteriore ruolo alla National Film Development Corporation (NFDC) indiana dal momento che diverra` l`unico soggetto abilitato a rilasciare autorizzazioni e permessi ai registi cinematografici.

L`India ha iniziato a liberalizzare il regime dei visti elettronici da aprile e tale liberalizzazione include anche un termine di durata maggiore per richiedere il permesso di ingresso (da 30 giorni ad un massimo di 4 mesi). Esisteranno inoltre nuove sottocategorie di visti ed un “visto per film” verra` ad aggiungersi ad un “visto per intern”. Il secondo (“visto I”) sara` garantito agli stranieri che entrino in India per aderire ad organizzazioni non governative o per svolgere uno stage, mentre il “visto F” (visto per film) verra` garantito agli stranieri che entrino in India per girare film.

Inoltre la liberalizzazione del regime di visto in India riguardera` anche i turisti, gli imprenditori ed i medici stranieri. Di conseguenza si assistera` probabilmente ad un aumento notevole degli ingressi nel paese e questo potrebbe significare un aumento anche di occupazione in questi settori.

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