In Italia la nuova legge di bilancio introduce interessanti novità rispetto all’imposizione fiscale su società e imprese individuali.

Per le società di capitale (società per azioni e società a responsabilità limitata), gli utili continueranno ad essere assoggettati all’IRES (Imposta sul reddito delle società), che è un’imposta proporzionale sull’utile netto della società. Tale utile viene calcolato sulla base del bilancio consuntivo redatto a norma del codice civile italiano e secondo le modifiche prescritte nel TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Inoltre, l’IRES, che dal 2008 era fissata al 27,5% degli utili, da gennaio 2017 viene ridotta al 24%, in linea con una tendenza all’alleggerimento dell’imposizione fiscale a carico delle società italiane, che consenta maggiori investimenti: si tenga ad esempio conto del fatto che all’epoca della sua introduzione nel 2004 l’IRES era pari al 33%; sicché ora la riduzione è complessivamente del 9%.

Quanto alle società di persone e agli imprenditori individuali, il reddito d’impresa è stato sempre tassato con l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Nel caso di impresa collettiva, il reddito d’impresa verrà considerato pro quota quale reddito della singola persona fisica del socio. Da gennaio è stata introdotta un’imposta alternativa per tali redditi, di nome IRI (Imposta sul Reddito Imprenditoriale).

La nuova IRI consente ad imprenditori individuali e imprese collettive di differenziare la tassazione del reddito d’impresa dal reddito personale sicché solo il secondo sarà assoggettato all’IRPEF. E se l’IRPEF è un’imposta ad aliquota progressiva, ossia un’imposta la cui aliquota aumenta in progressione con l’aumento della base imponibile (ciò significa che ai redditi più bassi viene applicata una aliquota più bassa che rispetto ai redditi più alti), la nuova IRI invece resta fissa al 24% (come per l’IRES) e si applica invariabilmente ad ogni reddito. Ed è bene notare che l’aliquota IRPEF è generalmente assai più elevata che l’aliquota IRES e IRI, oscillando dal 23% al 43%.

Va comunque chiarito che la nuova IRI si applicherà esclusivamente agli utili che rimarranno investiti ai fini d’impresa e non agli utili distribuiti tra i soci a scopi personali.

La nuova politica fiscale italiana in ogni modo sgrava l’imposizione fiscale a carico delle società di capitali e delle società a responsabilità limitata e consente ad imprenditori individuali e ad imprese collettive di scegliere un’imposta opzionale e alternativa che rende possibile all’imprenditore la decisione di reinvestire gli utili a beneficio della sua impresa.

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