Negli ultimi anni, la Cina è cambiata con successo, trasformandosi da Paese che importa capitale dall’estero a Paese che lo esporta. E in maniera piuttosto importante.

Con il potenziamento della sua forza a livello globale, la Cina ha continuato a sviluppare il mercato d’oltremare senza sosta. Dal 2003, gli investimenti all’estero sono cresciuti continuamente per 13 anni. Il tasso di crescita annuo medio è stato di oltre il 30%. Alla fine del 2014, lo stock di Investimenti Diretti all’Estero – IDE è stato di 0.88264 miliardi di dollari, cifra che ha dato di diritto alla Cina una posizione nella top 10 mondiale. Fino al 2014, circa 18.500 società di investimento cinesi hanno investito in quasi 30000 in imprese all’estero.

Il mercato più importante è senza dubbio quello americano. Nel 2014, le aziende cinesi hanno acquistato oltre 100 aziende negli Stati Uniti e, nel 2015, la cifra ha raggiunto le 142 unità.

Il governo americano, recentemente, tuttavia, ha iniziato, per diverse ragioni, a rafforzare il controllo degli investimenti cinesi. Nel gennaio di quest’anno, il Committee on Foreign Investment negli Stati Uniti (CFIUS), ovvero il comitato per gli investimenti esteri nel paese – ha respinto il piano che prevedeva la vendita di Philips – divisione illuminazione – ad una società cinese e, a febbraio, Tsinghua Unigroup ha annullato l’accordo di investire in Western Digital, a seguito dell’avviso di richiesta di informazioni da parte del CFIUS. Il governo americano tiene sotto stretto controllo, in particolare, il settore dell’alta tecnologia, mentre è meno rigido sui settori del manifatturiero tradizionale.

Secondo l’analisi dei dati, il tasso di imprese cinesi non statali che investono negli Stuati Uniti è in aumento, ed il loro focus è, principalmente, il settore dei servizi. Quest’anno, tuttavia, la velocità con la quale le imprese cinesi hanno investito nel paese è leggermente rallentata.

Ma il mercato americano non è l’unica destinazione scelta dagli investitori cinesi. A causa della debolezza del mercato europeo, gli investitori cinesi, recentemente, hanno dimostrato sempre maggiore interesse ad investire in Europa: nel 2015, hanno investito in Europa oltre 23 miliardi di dollari,  molto più rispetto al valore investito nel mercato americano.

La percentuale degli investimenti aziendali di proprietà statale nel mercato europeo è più grande rispetto agli investimenti nel mercato americano, e le principali imprese di investimento riguardano il settore della costruzione di infrastrutture e trasporti. Italia, Francia, Regno Unito e Germania, in qualità di quattro principali economie europee, ottengono il maggior numero di attenzioni e il più alto valore di investimenti. L’anno scorso, ChemChina ha investito 7,1 miliardi di euro per acquisire Pirelli. Lenovo ha acquistato la Germania Medion AG. Quest’anno, Sino- Europa Sports ha acquistato la società calcistica AC Milan Club, spendendo 0,72 miliardi di euro. E’ in corso di recente l’acquisizione da parte di Cina Midea Group anche la tedesca KUKA Aktiengesellschaft. Desaiye, famoso produttore di pizzo francese, è stato comprato da HangzhouYongsheng Group. E’ evidente, da questi pochi esempi, che gli investitori cinesi portano i propri capitali non solo in diversi paesi europei, ma anche in diversi settori merceologici.

Con la concorrenza globale e l’accumulo di capitale della Cina e, non meno importante, con la spinta del piano “the Belt and Road”, gli investitori hanno aumentato la fiducia necessaria per investire all’estero e, oggi, questo tipo di operazioni è divenuto praticamente irresistibile.

A titolo di completezza, è importante precisare che gli investimenti all’estero sono controllati dal governo cinese, il che significa che se si ha intenzione di investire all’estero, è necessario ottenere l’approvazione del Ministero del Commercio, soprattutto nel caso in cui il settore degli investimenti coinvolga paesi sensibili, regioni o settori sensibili, come ad esempio paesi con conflitti, il commercio di base delle telecomunicazioni, mezzi di informazione, lo sviluppo e l’utilizzo transfrontaliero delle risorse idriche. Se così non fosse, è sufficiciente riferire che il settore non riguarda una delle predette situazioni.

In futuro, il governo cinese continuerà ad incoraggiare gli investimenti esteri; una tale opportunità d’oro non può non essere colta.

Per avere maggiori informazioni circa gli investimenti in Europa o negli Stati Uniti, potete scriverci a info@dandreapartners.com.