Perché la tutela della proprietà intellettuale in Cina è diversa
La tutela dei diritti di proprietà intellettuale in Cina presenta caratteristiche che la distinguono da molte altre giurisdizioni e che spesso colgono impreparate le società straniere. Tali differenze non sono semplicemente procedurali, ma strutturali.
Il sistema first-to-file rappresenta il concetto più importante da comprendere. In Cina, i diritti sui marchi e sui brevetti vengono attribuiti al primo soggetto che procede alla registrazione, senza che sussista, in via generale, un requisito di utilizzo precedente. Una società straniera che utilizza da anni il proprio marchio nel Paese d’origine, ma non lo ha registrato in Cina, potrebbe quindi scoprire di non disporre di alcun diritto su di esso nel territorio cinese e che un soggetto terzo, spesso uno squatter professionale, lo ha registrato per primo.
Recuperare un marchio oggetto di trademark squatting è possibile, ma può essere un processo lento, costoso e dall’esito incerto. La regola pratica è quindi semplice: registrare il marchio in Cina prima di entrare nel mercato, prima di avviare trattative con eventuali partner e prima che il marchio venga utilizzato pubblicamente in qualsiasi forma.
Il trademark squatting continua a rappresentare un rischio sistemico, nonostante il rafforzamento da parte della CNIPA, a partire dal 2025, dei controlli sui depositi effettuati in malafede. I marchi stranieri dovrebbero registrare non soltanto i propri segni in caratteri latini, ma anche le relative versioni in caratteri cinesi, comprese le traslitterazioni e le denominazioni con cui il marchio sarà effettivamente conosciuto sul mercato. La mancata registrazione della versione cinese crea infatti uno spazio che potrebbe essere sfruttato da soggetti terzi.
Il sistema cinese di proprietà intellettuale ha raggiunto nel tempo un maggiore livello di maturità. La China National Intellectual Property Administration (CNIPA) è competente in materia di brevetti e marchi; i tribunali specializzati in proprietà intellettuale di Pechino, Shanghai e Guangzhou, insieme all’IP Tribunal della Corte Suprema del Popolo, si occupano delle controversie tecniche. Sono inoltre disponibili strumenti di enforcement sia amministrativi sia civili. La tutela dei diritti di proprietà intellettuale attraverso questo sistema è oggi significativamente più efficace rispetto a dieci anni fa, ma rimane complessa per i titolari stranieri e richiede una conoscenza concreta del funzionamento dei diversi strumenti disponibili.
Registrazione dei marchi in Cina
La registrazione dei marchi in Cina avviene presso la CNIPA sulla base del principio first-to-file e, nella pratica, la sequenza delle attività è importante quanto le regole giuridiche applicabili.
Una ricerca preliminare sul marchio consente di verificare se il segno, o un segno suscettibile di creare confusione, sia già stato registrato o sia oggetto di una domanda pendente. Si tratta della prima verifica da effettuare prima di investire sull’utilizzo di un determinato marchio nel mercato cinese.
Le società straniere dovrebbero procedere al deposito nelle classi pertinenti della Classificazione di Nizza e, soprattutto, registrare una versione del marchio in caratteri cinesi parallelamente a quella in caratteri latini. Consumatori, distributori e piattaforme di e-commerce cinesi utilizzeranno infatti una denominazione cinese del marchio anche qualora l’impresa non ne abbia scelta una ufficialmente; se l’impresa non provvede alla registrazione, potrebbe farlo un soggetto terzo.
Anche una strategia multi-class assume particolare importanza, poiché in Cina l’esame e la concessione dei marchi avvengono per classe. Una registrazione effettuata in una determinata classe non impedisce necessariamente a uno squatter di registrare il segno in una classe adiacente.
Le conseguenze di una registrazione tardiva sono ricorrenti: un soggetto terzo registra per primo il marchio e l’impresa è costretta ad affrontare un costoso riacquisto, una procedura di invalidazione o cancellazione per mancato uso, oppure un vero e proprio rebranding. Una registrazione tempestiva rappresenta quindi la forma di tutela meno costosa.
Registrazione e tutela dei brevetti in Cina
La registrazione dei brevetti in Cina è gestita dalla CNIPA attraverso tre diverse tipologie di tutela. La scelta della tipologia e della procedura di deposito rappresenta la prima decisione strategica.
- Tre tipologie di brevetto — La Cina riconosce i brevetti per invenzione, sottoposti a esame sostanziale, con tempi di concessione indicativamente compresi tra due e tre anni e una durata di 20 anni; i brevetti per modello di utilità, soggetti a un esame formale, più rapidi e con una durata di 10 anni, particolarmente adatti a miglioramenti tecnici incrementali; e i brevetti per disegno, con una durata di 15 anni a seguito della modifica della Patent Law del 2021, che tutelano l’aspetto esteriore dei prodotti, compresi i disegni parziali. Molte imprese depositano parallelamente domande per modello di utilità e per brevetto d’invenzione, così da ottenere una protezione più rapida durante l’esame della domanda relativa all’invenzione.
- Modalità di deposito — I richiedenti stranieri accedono generalmente al sistema cinese mediante deposito nazionale diretto oppure attraverso la procedura internazionale PCT, con successivo ingresso nella fase nazionale cinese. Entrambe le procedure richiedono una traduzione in lingua cinese e la qualità di tale traduzione incide direttamente sull’ambito della protezione: un errore di traduzione può restringere in maniera permanente l’ambito di una rivendicazione.
- Invalidazione ed enforcement — I brevetti concessi possono essere contestati mediante procedimenti di invalidazione dinanzi alla CNIPA, una strategia difensiva comunemente utilizzata dai soggetti accusati di contraffazione. La modifica della Patent Law del 2021 ha rafforzato la tutela dei titolari dei brevetti, introducendo, tra le altre misure, danni punitivi fino a cinque volte l’importo di riferimento nei casi di violazione intenzionale, un aumento dei danni determinati in via legale e meccanismi di compensazione della durata brevettuale in relazione ai ritardi nell’esame e all’autorizzazione all’immissione in commercio dei prodotti farmaceutici.
- Criticità pratiche — Tra le problematiche più ricorrenti figurano le ricerche sullo stato dell’arte, essenziali prima del deposito per evitare costi inutili, la qualità delle traduzioni e la necessità di avvalersi di un agente brevettuale locale. Nella registrazione dei brevetti in Cina è fondamentale gestire correttamente tali aspetti fin dalla fase di deposito, poiché gli errori possono risultare difficili e costosi da correggere successivamente e, in alcuni casi, non essere più correggibili.
Strategia IP e gestione del portafoglio in Cina
Una strategia di tutela dei diritti di proprietà intellettuale in Cina è realmente efficace soltanto se precede l’ingresso nel mercato. Le imprese che riescono a evitare le conseguenze più gravi sono quelle che identificano e registrano i propri asset di proprietà intellettuale prima di esporli al mercato, anziché reagire dopo l’insorgere di un problema.
La gestione della proprietà intellettuale in Cina parte da un IP audit, finalizzato a individuare tutti gli asset che richiedono protezione — marchi in caratteri latini e cinesi, brevetti, disegni, diritti d’autore, segreti commerciali e nomi a dominio — e a valutare ciascuno di essi rispetto ai mercati e alle classi nei quali risulta esposto a rischi.
Segue una fase di definizione delle priorità, poiché poche imprese possono o dovrebbero registrare contemporaneamente ogni singolo asset. L’audit consente quindi di classificare gli asset sulla base della loro importanza commerciale e del livello di esposizione, stabilendo una sequenza dei depositi che garantisca priorità ai marchi strategici e ai brevetti fondamentali.
Gli accordi di licenza e di trasferimento tecnologico richiedono particolare attenzione in Cina, poiché le relative condizioni determinano se l’impresa mantiene effettivamente il controllo della propria proprietà intellettuale o se, progressivamente, lo trasferisce a un partner o licenziatario.
Inoltre, poiché molte società straniere operano in più mercati asiatici, la gestione della proprietà intellettuale assume sempre più una dimensione regionale. È pertanto necessario coordinare registrazioni ed enforcement tra Cina e giurisdizioni limitrofe, affinché il portafoglio IP sia coerente e la relativa strategia sia organica, anziché costituita da una serie di interventi reattivi e frammentati nei singoli Paesi.
Enforcement della proprietà intellettuale in Cina
L’enforcement dei diritti di proprietà intellettuale in Cina si articola attraverso tre principali canali, che possono essere utilizzati anche congiuntamente.
Enforcement amministrativo — Attraverso le autorità di regolamentazione del mercato (AMR) e, alla frontiera, le autorità doganali, è possibile ottenere interventi rapidi contro i soggetti responsabili di violazioni senza dover necessariamente affrontare un intero procedimento giudiziario. Questo rappresenta spesso il primo strumento utilizzato per contrastare la contraffazione.
Enforcement civile — Le controversie possono essere portate dinanzi ai tribunali specializzati in proprietà intellettuale di Pechino, Shanghai e Guangzhou e ai tribunali IP istituiti presso numerose corti intermedie. I titolari dei diritti possono richiedere provvedimenti inibitori e il risarcimento dei danni, compresi, a seguito della modifica della Patent Law del 2021, i maggiori risarcimenti previsti nei confronti di chi viola intenzionalmente i diritti brevettuali.
Enforcement penale — Nei casi più gravi di contraffazione e sottrazione di segreti commerciali può trovare applicazione la tutela penale, attraverso l’intervento delle autorità di pubblica sicurezza e delle procure, qualora siano soddisfatte le soglie previste dalla legge.
La tutela doganale rappresenta inoltre una priorità pratica. La registrazione di marchi e brevetti presso le autorità doganali cinesi consente il sequestro di merci contraffatte destinate all’esportazione, un aspetto particolarmente rilevante quando la Cina costituisce il luogo di produzione dei beni.
Le contestazioni relative al trademark squatting e le controversie riguardanti i nomi a dominio (cybersquatting) completano il quadro degli strumenti di enforcement più frequentemente necessari per le imprese straniere.
Tutela dei segreti commerciali e del know-how
I segreti commerciali in Cina sono tutelati principalmente attraverso la Anti-Unfair Competition Law, modificata nel 2025, con disposizioni entrate in vigore il 15 ottobre 2025. La riforma ha rafforzato le sanzioni e, aspetto particolarmente rilevante per i titolari dei diritti, prevede un meccanismo di inversione dell’onere della prova nei confronti del presunto autore della violazione una volta che il titolare abbia fornito elementi preliminari relativi all’appropriazione indebita e dimostrato di aver adottato ragionevoli misure di riservatezza.
Il rischio concreto si concentra soprattutto nei rapporti di produzione e lungo la supply chain, nei quali partner, fornitori o ex dipendenti cinesi possono avere accesso a know-how tecnico, processi produttivi o dati relativi ai clienti. Lo scenario più frequente non consiste necessariamente in una sottrazione evidente, ma in una progressiva dispersione delle informazioni: ad esempio, un ex dipendente che passa a un concorrente oppure un produttore che replica autonomamente un processo produttivo.
La tutela contrattuale rappresenta la prima linea di difesa attraverso accordi di riservatezza, clausole NDA e accordi di non concorrenza attentamente delimitati e redatti in modo da risultare efficaci secondo il diritto cinese.
Altrettanto importante è poter dimostrare l’effettiva adozione di misure di riservatezza nella pratica, quali controlli degli accessi, classificazione e marcatura delle informazioni e adeguata documentazione. La tutela giuridica dipende infatti anche dalla capacità dell’impresa di dimostrare di aver adottato misure ragionevoli per mantenere segrete le informazioni. Qualora si verifichi una sottrazione o un utilizzo illecito, è determinante intervenire tempestivamente per preservare le prove.
Il nostro ruolo come studio legale specializzato in proprietà intellettuale in Cina
In qualità di studio legale specializzato in proprietà intellettuale con una presenza stabile in Cina, assistiamo sia le società straniere nella tutela dei propri diritti di proprietà intellettuale nel mercato cinese sia le società cinesi nella protezione dei propri asset IP all’estero.
I nostri avvocati qualificati nella RPC gestiscono direttamente depositi e attività di enforcement dinanzi alla CNIPA e ai tribunali cinesi competenti in materia di proprietà intellettuale. Il nostro network europeo e asiatico — presente in Italia, Hong Kong, India, Vietnam e UAE — consente inoltre di collegare l’attività svolta in Cina con il sistema del marchio dell’Unione Europea, il Protocollo di Madrid e il sistema PCT, strumenti fondamentali per la gestione di un portafoglio IP transfrontaliero.
L’esecuzione a livello locale rappresenta il fulcro della nostra attività: depositi di marchi e brevetti, registrazioni presso le autorità doganali, reclami amministrativi, contenzioso civile e rappresentanza nei procedimenti di invalidazione e opposizione vengono gestiti dal team presente in Cina e non semplicemente coordinati dall’estero.
Quando una problematica di proprietà intellettuale presenta anche profili contrattuali, di compliance o contenziosi, lo stesso studio è in grado di gestire anche tali aspetti.
Per la maggior parte dei clienti, ciò significa poter affidare l’intero portafoglio IP a un unico team, dalla prima ricerca sul marchio e dalla definizione della strategia di deposito, passando per la gestione del portafoglio, fino all’enforcement nel momento in cui un diritto viene contestato o violato. Questo approccio garantisce una maggiore continuità rispetto al ricorso a professionisti diversi in ciascun mercato.
