Il trasferimento aziendale in Cina costituisce un’operazione di natura giuridica e amministrativa ben prima che logistica.

La scelta della sede implica la valutazione di diverse aree, quali province, città, distretti amministrativi, parchi industriali, zone di sviluppo, zone di libero scambio e porti di libero scambio, ciascuno caratterizzato da regole e incentivi specifici; comporta inoltre l’acquisizione o la concessione in locazione di terreni attraverso il sistema cinese dei diritti di uso del suolo, che attribuisce diritti per un periodo determinato anziché la piena proprietà, nonché la negoziazione diretta con le autorità locali competenti per il rilascio delle autorizzazioni e la concessione degli incentivi.

 

Ciascuno di questi aspetti dipende dal rispetto dei requisiti normativi e dalle modalità di interlocuzione con le amministrazioni locali, questioni che non possono essere adeguatamente gestite da un agente immobiliare. Nel trasferimento aziendale in Cina, l’assistenza di un consulente legale in grado di svolgere le opportune verifiche, negoziare con le autorità e formalizzare gli impegni assunti non è facoltativa: è ciò che distingue la scelta di una sede effettivamente idonea da un’operazione destinata a incontrare ostacoli.

Perchè il trasferimento dell’azienda in Cina è diverso

Il trasferimento dell’azienda in Cina si differenzia da quello nella maggior parte degli altri mercati perché la scelta della sede è strettamente connessa alla normativa sugli investimenti esteri, a uno specifico sistema fondiario e alla negoziazione con le autorità locali, elementi che non trovano equivalenti diretti nei mercati nazionali di riferimento.

Gli investimenti esteri destinati a una sede in Cina sono disciplinati dalla Legge sugli investimenti esteri e dall’Elenco negativo, con gli adempimenti di registrazione presso il Ministero del Commercio e le autorizzazioni delle competenti autorità locali. La sede è generalmente situata all’interno di una zona industriale, di un’area di sviluppo economico o di una zona di libero scambio, che non sono tra loro equivalenti. Ciascuna offre una diversa combinazione di trattamento fiscale, specializzazione settoriale, infrastrutture e incentivi, e la scelta tra tali aree costituisce una parte essenziale della pianificazione dell’espansione aziendale, o di qualsiasi significativa espansione dell’attività, nel mercato cinese. I requisiti di ammissibilità previsti per ciascuna zona determinano inoltre se un determinato progetto di investimento estero possa effettivamente insediarvisi.

Il sistema fondiario cinese presenta caratteristiche diverse rispetto a quello occidentale. In Cina, i terreni urbani appartengono allo Stato; un’impresa non acquista il terreno in proprietà, bensì acquisisce diritti di uso del suolo per un periodo determinato, generalmente pari a 50 anni per uso industriale, 40 anni per uso commerciale e 70 anni per uso residenziale. Tali diritti sono concessi dall’amministrazione locale mediante accordo o procedura d’asta e sono attestati da un certificato relativo al diritto di uso del suolo. È essenziale comprendere la durata, la destinazione d’uso consentita e le condizioni di rinnovo, poiché il diritto di uso del suolo definisce esattamente la posizione giuridica dell’impresa. Realizzare un immobile per una destinazione non consentita dal relativo diritto di uso del suolo, oppure su un terreno il cui periodo residuo di utilizzo sia troppo breve per giustificare l’investimento di capitale, costituisce un errore strutturale.

La negoziazione con le autorità locali rappresenta un elemento strutturale e non facoltativo. Gli incentivi, il prezzo dei terreni e, in alcuni casi, anche le tempistiche delle autorizzazioni sono oggetto di negoziazione, il cui esito viene formalizzato in un accordo di investimento o in un protocollo d’intesa relativo all’investimento. Il trasferimento comporta inoltre obblighi in materia di lavoro e occupazione, tra cui il trasferimento o la riassunzione del personale, il rispetto dei contratti esistenti e la gestione del passaggio da un sistema locale di previdenza sociale a un altro. Per tale ragione, l’assistenza legale alle imprese straniere che trasferiscono la propria attività in Cina richiede competenze congiunte in materia societaria, immobiliare, lavoristica e di rapporti con le autorità pubbliche, anziché limitarsi a uno solo di tali ambiti.

Individuazione e ricerca della sede in Cina

L’individuazione della sede più adatta per un trasferimento aziendale in Cina parte dalla scelta della tipologia di area più idonea all’attività dell’impresa. I parchi industriali, le zone economiche speciali e le zone di libero scambio prevedono ciascuno specifici sistemi di incentivi, specializzazioni settoriali e regimi doganali; pertanto, la sede migliore dal punto di vista logistico non coincide necessariamente con quella più vantaggiosa sotto il profilo giuridico o fiscale.

La valutazione comprende la logistica e le infrastrutture, la disponibilità e il costo della manodopera locale, gli incentivi fiscali e la vicinanza a fornitori e clienti. Le differenze regionali sono significative: le principali città costiere offrono personale qualificato, infrastrutture e catene di approvvigionamento consolidate, ma comportano costi più elevati, mentre le città dell’entroterra e quelle di seconda fascia risultano competitive grazie a maggiori incentivi e a costi operativi più contenuti. Anche i requisiti giuridici per il trasferimento o l’insediamento di un’attività imprenditoriale in Cina incidono sulla scelta: un progetto di investimento estero deve verificare che il proprio settore sia consentito ai sensi dell’Elenco negativo e che la specifica area individuata ne ammetta l’insediamento. Impegnarsi nella scelta di una sede prima di aver effettuato tale verifica giuridica comporta il rischio di selezionare un luogo nel quale l’impresa non possa operare legittimamente o in condizioni economicamente sostenibili.

Verifica legale per il trasferimento aziendale in Cina

La verifica legale relativa a una sede in Cina è ciò che consente di distinguere una localizzazione effettivamente idonea da una scelta potenzialmente molto onerosa e, nella pratica, si articola in una serie di verifiche parallele da svolgere prima dell’assunzione di qualsiasi impegno.

  • Immobili e diritti di uso del suolo — La verifica legale in materia immobiliare nell’ambito di un trasferimento aziendale si concentra sui diritti di uso del suolo, verificandone la durata, la destinazione d’uso consentita e la conformità dell’attività prevista alla disciplina urbanistica applicabile. Il rispetto della normativa relativa ai diritti di uso del suolo e alla destinazione urbanistica per la realizzazione di un nuovo stabilimento è imprescindibile: costruire su un terreno la cui destinazione d’uso non consenta l’attività programmata, oppure il cui diritto di uso abbia una durata residua troppo breve per giustificare l’investimento, costituisce un errore strutturale. Parallelamente, vengono verificati il rispetto della normativa ambientale e i precedenti provvedimenti autorizzativi di natura ambientale relativi al sito, poiché eventuali responsabilità pregresse possono gravare sul sito stesso.
  • Implicazioni fiscali — Le conseguenze fiscali derivanti dal trasferimento di un’impresa straniera in una nuova città cinese possono essere significative. La quota di gettito fiscale trattenuta a livello locale, l’accesso agli incentivi e il trattamento fiscale del trasferimento stesso variano da una città all’altra; pertanto, un trasferimento apparentemente neutrale può comportare rilevanti conseguenze fiscali oppure consentire risparmi significativi, a seconda delle modalità con cui viene strutturato e della località prescelta. Coordinare il trasferimento con la posizione fiscale dell’impresa, anziché considerare gli aspetti tributari soltanto dopo la scelta della sede, costituisce parte integrante della verifica.
  • Contratti e costruzione — La verifica riguarda inoltre i contratti esistenti sui quali il trasferimento può incidere, compresi quelli con i fornitori, i contratti di lavoro e i contratti di locazione. Per i progetti che prevedono interventi di costruzione o adeguamento, essa comprende anche la conformità degli edifici e degli stabilimenti, con particolare riferimento ai titoli edilizi, al collaudo e all’accettazione dei lavori ultimati, alla sicurezza antincendio e alle norme in materia di sicurezza operativa. Se svolta correttamente, tale attività non consiste in una mera verifica formale di requisiti, bensì in un processo coordinato e progressivo volto a individuare e quantificare ogni vincolo prima che l’impresa assuma impegni vincolanti.

Negoziazione con le autorità locali e protocollo d’intesa per l’investimento

In Cina, l’ottenimento delle autorizzazioni e dei permessi delle amministrazioni locali per un investimento diretto estero raramente costituisce un procedimento di natura esclusivamente amministrativa, poiché implica anche una fase di negoziazione. Le controparti sono l’amministrazione locale e il comitato di gestione della relativa zona di sviluppo, e gli aspetti oggetto di negoziazione possono essere significativi: incentivi fiscali, sovvenzioni, prezzi agevolati dei terreni, riduzioni dei canoni di locazione, condizioni più favorevoli in materia di visti e operazioni in valuta estera, nonché accesso alle forniture idriche ed elettriche, collegamenti stradali e, in alcuni casi, persino sostegno alla realizzazione delle infrastrutture.

Tali impegni sono generalmente formalizzati in un accordo di investimento o in un protocollo d’intesa per l’investimento, documento che stabilisce gli impegni assunti dall’investitore, quali l’ammontare dell’investimento, le tempistiche, i livelli occupazionali e la produzione, nonché gli impegni assunti in cambio dall’amministrazione locale, tra cui incentivi, terreni e altre forme di sostegno. La redazione di un protocollo d’intesa per l’investimento rappresenta uno degli ambiti in cui l’assistenza legale nei mercati emergenti assume particolare valore: un protocollo adeguatamente negoziato consente di trasformare assicurazioni verbali in impegni scritti e giuridicamente vincolanti. Ai sensi della Legge sugli investimenti esteri e dei relativi regolamenti di attuazione, le amministrazioni locali sono tenute a rispettare gli impegni relativi alle politiche di incentivazione e gli accordi di investimento conclusi con gli investitori stranieri e non possono venirvi meno per ragioni quali il cambiamento dei vertici dell’amministrazione locale o una riorganizzazione amministrativa. Tali impegni possono essere modificati soltanto per ragioni di interesse nazionale o pubblico e, in tal caso, è previsto un indennizzo.

Questo quadro giuridico assume particolare rilievo poiché il rischio concreto è effettivo: storicamente, gli incentivi promessi verbalmente o attraverso accordi informali separati non sono sempre stati riconosciuti e gli investitori che avevano privilegiato il rapporto con le autorità rispetto alla formalizzazione degli impegni disponevano di strumenti di tutela limitati. La protezione consiste pertanto nel negoziare puntualmente le condizioni e formalizzarle nel protocollo d’intesa per l’investimento, anziché fare affidamento sulla mera disponibilità delle controparti. I permessi e le autorizzazioni vengono successivamente rilasciati secondo una determinata sequenza, attraverso il coordinamento delle diverse autorità coinvolte, e il protocollo d’intesa per l’investimento definisce spesso il quadro entro il quale tali procedimenti autorizzativi si svolgono.

Contratti e rapporti di lavoro durante il trasferimento

Un trasferimento incide su tutti i contratti collegati alla precedente sede e la revisione dei contratti con i fornitori e dei contratti di lavoro durante un trasferimento aziendale rappresenta uno degli aspetti più sottovalutati dell’intera operazione. Gli accordi con i fornitori e i contratti di fornitura possono contenere clausole relative all’ambito territoriale, ai luoghi di consegna o al cambiamento di sede che richiedono una rinegoziazione; anche i contratti di locazione relativi sia alla precedente sia alla nuova sede richiedono un’attenta gestione delle condizioni di cessazione e di subentro.

I rapporti di lavoro rappresentano l’aspetto più delicato. Il trasferimento del personale in una nuova città comporta l’applicazione della normativa cinese sul lavoro in materia di modifica del luogo di svolgimento dell’attività lavorativa, che costituisce una modifica sostanziale e richiede generalmente il consenso del lavoratore, nonché la valutazione delle possibili alternative, quali il trasferimento del personale, nuove assunzioni o, ove necessario, la cessazione del rapporto con corresponsione delle indennità previste dalla legge. Ciascuna soluzione comporta costi e rischi differenti e la corretta acquisizione del consenso e predisposizione della relativa documentazione consente di evitare controversie che potrebbero ostacolare il trasferimento. Completano il quadro la negoziazione dei contratti di locazione commerciale e dei contratti relativi alla costruzione o all’adeguamento dei locali, mentre parallelamente vengono ottenuti i permessi e le autorizzazioni necessari all’esercizio dell’attività presso le nuove autorità locali, secondo una sequenza che garantisca che l’impresa sia correttamente registrata e autorizzata nella nuova sede prima dell’avvio delle attività.

Permessi, autorizzazioni ed adempimenti continuativi

Una volta individuata e acquisita la disponibilità della sede, i permessi necessari all’esercizio dell’attività consentono di rendere la nuova struttura effettivamente operativa. La licenza commerciale deve essere aggiornata e nuovamente registrata presso le competenti autorità locali: il cambiamento della sede legale o la costituzione di una nuova società comportano adempimenti presso l’Amministrazione locale per la regolamentazione del mercato e, a seconda delle caratteristiche del trasferimento, obblighi di registrazione presso il Ministero del Commercio e di nuova registrazione fiscale.

Per gli stabilimenti, il quadro autorizzativo è più articolato. Prima che un nuovo impianto possa entrare in funzione, devono essere ottenuti i permessi ambientali e le approvazioni relative alla valutazione dell’impatto ambientale, le certificazioni di sicurezza, l’accettazione ai fini della sicurezza antincendio e l’accettazione dei lavori al termine della costruzione. Ciascun adempimento rientra nella competenza di una specifica autorità ed è soggetto a proprie tempistiche; l’avvio dell’attività prima del rilascio delle necessarie autorizzazioni comporta concreti rischi di provvedimenti sanzionatori.

Una volta completato il trasferimento, continuano a trovare applicazione gli obblighi periodici di conformità normativa, tra cui le comunicazioni periodiche in materia ambientale e di sicurezza, il rinnovo delle autorizzazioni e gli adempimenti annuali cui è soggetta ogni impresa a investimento estero. Tali obblighi saranno sottoposti alla vigilanza delle nuove autorità locali, le cui prassi applicative possono differire da quelle adottate nella precedente sede.

Il nostro ruolo come consulenti legali per il trasferimento aziendale in Cina

Forniamo assistenza legale alle imprese straniere che trasferiscono la propria attività in Cina durante tutte le fasi dell’operazione. I nostri avvocati abilitati all’esercizio della professione nella Repubblica Popolare Cinese e presenti a Shanghai gestiscono le attività che devono essere svolte direttamente sul territorio, tra cui i sopralluoghi presso le possibili sedi, gli incontri con i comitati di gestione delle zone di sviluppo e con le autorità locali, la negoziazione degli incentivi e del protocollo d’intesa per l’investimento, nonché l’assistenza alle imprese negli adempimenti necessari per le modifiche presso l’Amministrazione per la regolamentazione del mercato. Al contempo, la nostra rete europea e asiatica, presente in Italia, Hong Kong, India, Vietnam ed Emirati Arabi Uniti, consente di coordinare il progetto con la struttura transfrontaliera della società controllante.

L’attuazione a livello locale rappresenta il fulcro dell’assistenza: verifica legale della sede, negoziazione con le autorità, redazione dei contratti relativi ai terreni, alla locazione e ai rapporti di lavoro, nonché gestione delle procedure per l’ottenimento dei permessi e delle autorizzazioni fino all’avvio operativo. Poiché un trasferimento aziendale coinvolge contemporaneamente il diritto societario, il diritto del lavoro e il diritto immobiliare, il medesimo gruppo di professionisti segue ciascuno di tali aspetti, evitando al cliente di dover coordinare consulenti distinti.

Per la maggior parte dei clienti, ciò significa poter contare su un unico gruppo di professionisti che gestisce l’intero trasferimento, dalla prima selezione delle possibili sedi, passando per la negoziazione con le autorità e la predisposizione dei contratti, fino all’ottenimento dei permessi necessari per rendere operativa la nuova sede. Tale approccio garantisce una maggiore continuità rispetto al ricorso separato a soggetti incaricati della ricerca della sede, negoziatori e consulenti legali, ciascuno dei quali dovrebbe avviare autonomamente l’attività sin dall’inizio.

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