È notizia recente la creazione di un comitato d’inchiesta in merito alla cessione di alcuni asset da parte di Venugopal Dhoot, società fondatrice del Gruppo Videocon, alla famiglia Kochar, allo scopo di assicurarsi condizioni di prestito vantaggiose e altri trattamenti preferenziali da parte della ICICI Bank, una delle più grandi banche nazionali indiane. Detto comitato sta esaminando i contratti di acquisto sottoscritti da Chanda Kochhar e dalla sua famiglia dal momento in cui ha assunto la carica di amministratore delegato della ICICI Bank.

 

Secondo un rapporto dell’Economic Times, il consiglio di amministrazione della ICICI Bank ha richiesto al comitato di valutare se la famiglia Kochhar abbia acquisito tali asset con un corrispettivo notevolmente agevolato o comunque più bassi di quelli di mercato e se ai cedenti siano stati garantiti condizioni speciali in relazione ai prestiti o altri trattamenti preferenziali con la banca.

 

Gli asset in questione sono alcune partecipazioni azionarie in NuPower Pvt. Ltd., cedute dalla fondatrice Videocon a Deepak Kochhar, marito della CEO Chanda Kochhar, per un corrispettivo irrisorio. Il conflitto di interessi sui prestiti concessi da ICICI Bank al gruppo Videocon ammonterebbe a 3.250 crore di rupie (circa 450 milioni di dollari). La SEBI (Securities and Exchange Board of India) ha notificato una richiesta di chiarimenti ad ICICI in merito alle presunte irregolarità nelle operazioni che coinvolgono la CEO e la sua famiglia.

 

Le società spesso scelgono di definire queste procedure in modo consensuale, con un accordo transattivo che risolve un contenzioso civile o amministrativo tra l’autorità garante e la parte ritenuta, prima facie, colpevole di aver violato la normativa fiscale. La transazione può riguardare tutte le controversie o escludere alcune questioni o rivendicazioni, che devono però essere precisamente individuate. L’accordo può contenere o meno l’accertamento della sussistenza di una violazione.

 

Ajay Tyagi, direttore di SEBI, ha affermato di non essere al corrente di alcuna richiesta di transazione, da parte della banca.  Ciò è confermato in seguito da un componente di SEBI, che ha affermato che la banca non ha depositato alcuna richiesta formale.

 

La banca e Kochhar continuano a sostenere che di non aver commesso alcuna violazione di norme e regolamenti, e che CEO che non è al corrente degli specifici accordi commerciali stipulati dal marito.