La Rete Ferroviaria Italiana (RFI – Gruppo FS Italiane), di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha avviato un ambizioso progetto che porterà nei prossimi cinque anni ad una rivoluzione nel sistema logistico italiano, con un investimento complessivo che raggiunge un miliardo di euro. Obiettivo è l’incremento dei collegamenti della rete ferroviaria nazionale con porti, interporti, terminali e piattaforme logistiche, per sviluppare servizi intermodali funzionali e affidabili, che generino un beneficio strutturale per il sistema logistico del Bel Paese.

Tali interventi si rendono necessari per via della particolare conformazione della portualità italiana, che vede numerosi scali disseminati lungo una costa molto estesa, spesso privi di un collegamento adeguato ai trasporti su ferro, con inevitabili ritardi e disagi. Da ciò deriva l’importanza dei collegamenti tra porti e reti ferroviarie e stradali, in particolare per il trasporto di container. Del resto, la crescita dimensionale delle navi, guidata dalla ricerca di economie di scala crescenti, porrà in futuro sempre ulteriori pressioni sui collegamenti terrestri.

Il progetto si sviluppa in particolare con una serie di accordi tra RFI e le competenti autorità portuali, alcuni dei quali sono già stati conclusi.

Il più recente è stato stipulato lo scorso 6 aprile tra RFI e l’autorità portuale di Napoli, fondamentale per la mobilità delle merci dal Mar Mediterraneo al resto d’Italia, con l’obiettivo di collegare il porto di Napoli alla rete ferroviaria attraverso la creazione di un terminal ferroviario nell’area orientale del porto nonché di una nuova stazione. L’accordo, sottolinea Maurizio Gentile, AD e DG di RFI, “è il primo esempio in Italia su come utilizzare gli interporti a servizio dell’intermodalità nave/treno. In questo modo, gli interporti campani diventeranno dei veri porti terrestri, con la realizzazione di collegamenti frequenti su ferro con lo scalo marittimo di Napoli”.

Deve inoltre ricordarsi l’accordo stipulato con le autorità portuali di Venezia e Chioggia, il cui sviluppo è particolarmente significativo perché le merci che transitano per il porto di Venezia intercettano i principali Corridoi europei, come quello Mediterraneo – che collega la Penisola iberica al confine dell’Est europeo passando per la dorsale italiana Torino-Trieste-  ed il Corridoio Baltico-Adriatico, che collega importanti porti italiani, come quello di Venezia, all’Austria e ai mercati del Nord Europa.

Fondamentale è poi l’accordo tra RFI, la Regione Friuli Venezia Giulia e l’autorità portuale di Trieste, volto a migliorare i collegamenti ferroviari da e per il porto di Trieste, uno dei principali hub del sistema logistico italiano.

L’ambizioso progetto si pone in continuità con le “Strategie per le infrastrutture di trasporto e logistica” presentato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prevede nel complesso lo sviluppo della rete nazionale in termini di manutenzione e potenziamento dell’infrastruttura; l’integrazione con le reti europee, in coerenza con il disegno comunitario di creazione di un unico network ferroviario; l’interazione della rete ferroviaria nazionale con le altre infrastrutture di trasporto, in termini di programmazione dei servizi oltre che degli investimenti, al fine di costruire una rete multimodale che migliori l’accessibilità complessiva del sistema di trasporto nazionale ed offra una struttura di reti e servizi integrati.

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