Il 2 dicembre 2019, si è svolta la cerimonia solenne per l’inaugurazione dei primi gasdotti Russi in Cina attraverso la rotta “Orientale” – il principale gasdotto “Power of Siberia”, la cosiddetta “Via Orientale”.

 

Più di 5 anni di negoziati e 5 anni di attuazione del progetto

Il progetto è stato avviato nel 2009, quando Gazprom e China National Petroleum Corporation (di seguito “CNPC”) hanno firmato un accordo quadro per le condizioni di base della fornitura di gas Russia-Cina.

La fase successiva è stata la firma da parte di Gazprom e di CNPC di un accordo che prevede le condizioni di base per le forniture di gasdotto dalla Russia alla Cina attraverso la Via Orientale nel settembre 2013, e quindi nel 2014 dell’accordo principale per la fornitura di gas Russo in Cina per un periodo di 30 anni, che prevede l’esportazione verso il mercato cinese di circa 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

A ciò è seguito un periodo di 5 anni di attuazione del progetto, con il completamento della sezione transfrontaliera del gasdotto Power of Siberia, compreso l’attraversamento subacqueo del fiume Amur, a luglio 2018.

 

Non solo un gasdotto

In Russia, oltre alla costruzione della conduttura principale (oltre 3.000 km), il progetto prevede:

– Lo sviluppo di due nuovi giacimenti di gas naturale; e

– La costruzione dell’Impianto di Lavorazione del Gas Amur.

Attualmente il Power of Siberia esporta in Cina il gas dal giacimento di Chayandinskoye. Gazprom prevede di completare lo sviluppo del secondo campo di Kovyktinskoye nel 2022.

La costruzione dell’Impianto di Trattamento del Gas dell’Amur favorirà lo sviluppo economico della regione dell’Amur e di altre regioni della Russia orientale. Secondo il sito web ufficiale di Gazprom, l’impianto fornirà circa 3.000 posti di lavoro e Gazprom prevede inoltre di investire in infrastrutture della regione.

Oltre a servire da spinta per lo sviluppo economico interno della Russia, la Via Orientale è vantaggiosa per entrambe le parti. Le forniture di gas in Cina sono concentrate nelle regioni settentrionali del paese, dove il problema dell’inquinamento atmosferico dovuto all’uso del carbone da parte dei produttori è fra i più urgenti. La riduzione dei costi logistici per il carburante e il prezzo competitivo del gas Russo, secondo gli esperti, dovrebbero contribuire all’attuazione del piano quinquennale per combattere l’inquinamento pubblicato nel 2018, convertendo gli impianti all’uso del gas.

Inoltre, per la Russia, il progetto rappresenta un passo importante verso la diversificazione del mercato russo delle esportazioni di gas e la stabilizzazione della posizione della Russia. Attualmente, l’Europa rimane il maggiore consumatore di gas russo. Secondo le statistiche di Gazprom Export (una consociata russa di Gazprom) per il 2018, la società ha esportato 200,8 miliardi di metri cubi di gas verso i paesi europei. Di questo numero, circa l’81% viene esportato in Europa occidentale e il 19% negli Stati dell’Europa centrale. L’inclusione della Cina nel mercato russo delle esportazioni di gas dovrebbe ridurre i potenziali rischi legati alla quota prevalente delle forniture di gas russo all’Europa.

E’ opportuno sottolineare che la Cina segue la diversificazione interna del mercato delle importazioni di gas, attualmente i principali esportatori di gas verso la Cina sono il Turkmenistan (33 miliardi di metri cubi all’anno) e l’Australia (32,1 miliardi di metri cubi all’anno). Attrarre un nuovo esportatore globale sul mercato dovrebbe garantire una maggiore stabilità del mercato interno cinese del gas.

 

Conclusioni

Il progetto rappresenta un passo importante verso un ulteriore riavvicinamento politico ed economico tra Cina e Russia, dimostra la realtà delle intenzioni di entrambi gli Stati e aumenta il livello generale di fiducia tra i paesi. Attualmente, i paesi sono passati a discutere il prossimo progetto “Power of Siberia-2”, finalizzato alla fornitura di gas dai campi della Siberia occidentale. Allo stesso tempo, l’impatto effettivo del progetto lanciato sull’economia di entrambi i paesi sarà evidente non prima del 2025, quando il “Power of Siberia” raggiungerà la sua capacità potenziale di 38 miliardi di metri cubi.