Il 27 luglio 2021, la Corte Suprema del Popolo della Repubblica Popolare Cinese (“Corte Suprema”) ha emesso le Disposizioni della Corte Suprema su diverse questioni relative all’applicazione della legge nel procedimento di cause civili relative al trattamento di informazioni personali mediante la tecnologia di riconoscimento facciale (“Disposizioni”), per un totale di 16 articoli, entrata in vigore il 1° agosto e con valore di interpretazione giurisprudenziale. Le Disposizioni si concentrano sulla visione legislativa dalla parte dei consumatori e degli utenti e forniscono rimedi giuridici per mezzo di azioni di risarcimento (Tort Law) in caso di violazione delle informazioni personali e in particolare delle informazioni biometriche ottenute con l’uso della tecnologia di riconoscimento facciale (vale a dire, in tali casi l’utente può in linea di principio rivendicare la violazione del proprio diritto personale e chiedere il risarcimento in base alle perdite effettive subite).

La tecnologia di riconoscimento facciale (Facial Recognition Technology) si riferisce a una serie di tecnologie correlate che rilevano e ricostruiscono automaticamente i volti in un’immagine in base alle caratteristiche facciali (di seguito denominate “informazioni facciali”) e conducono l’analisi dei dati per raggiungere lo scopo del riconoscimento facciale. Proprio per la praticità e la funzionalità senza contatto del riconoscimento facciale, questa tecnologia è ampiamente utilizzata e tende persino ad essere abusata attualmente nella società cinese. Ad esempio, alcuni centri di vendita immobiliare hanno implementato un sistema di riconoscimento facciale per riconoscere i clienti in visita al negozio, allo scopo di identificare le origini dei clienti. La situazione è poi evoluta fino a diventare un problema sociale alla fine del 2020, fino all’esasperato uso di caschi da parte dei clienti al fine di evitare tale riconoscimento da parte dei sistemi ed evitare di perdere i benefici concessi ai soli clienti nuovi o sponsorizzati. Se discutiamo del riconoscimento facciale in senso lato, il campo del riconoscimento facciale include anche qualcosa come l’app “ZAO”, un’app per il cambio dei tratti del viso tramite intelligenza artificiale che ha suscitato polemiche da parte del pubblico ed è stata bandita nel 2019.

A differenza dell’apparecchiatura di monitoraggio che acquisisce solo immagini o videoclip senza ulteriori archiviazioni a scopo di riconoscimento, il riconoscimento facciale ha l’ulteriore scopo o funzione di riconoscimento e tali campi includono non solo la verifica/riconoscimento dell’identità, ma anche campi come l’analisi dei dati dei clienti, del comportamento e altre aree strettamente legate alla privacy del cliente. È innegabile che il riconoscimento facciale, in quanto tecnologia all’avanguardia, attualmente manchi di leggi e politiche adeguate per poterne consentire un uso efficacemente controllato. Pertanto, con la promozione dello sviluppo sociale e dell’opinione pubblica, la supervisione del riconoscimento facciale è destinata a essere gradualmente migliorata e rafforzata.

In tale contesto, assistiamo alla promulgazione delle Disposizioni. Sebbene le Disposizioni siano solo interpretazioni giurisprudenziali, si tratta della prima esplorazione a livello pre-legislativo a livello nazionale nell’ambito dell’attuale quadro legislativo, ed ha ancora un ruolo importante che non può essere ignorato. In termini di efficacia e valore, le Disposizioni avranno forza di di legge nei casi di riconoscimento facciale, poiché nella prassi giuridica, le interpretazioni giurisdizionali saranno richiamate dalla Corte e dai giudici in sede di giudizio. D’altra parte, con la nuova legge sulla protezione delle informazioni personali della RPC rilasciata il 20 agosto e che entrerà in vigore il 1° novembre, possiamo facilmente concludere che sarà il primo passo della legislazione relativa a tale tecnologia.

Le Disposizioni precisano che le informazioni facciali rientrano nella categoria delle “informazioni biometriche” di cui all’articolo 1034 del Codice Civile della RPC, che rientra nell’ambito della protezione delle informazioni personali. La raccolta, l’archiviazione, l’uso, l’elaborazione, la trasmissione, la fornitura e la divulgazione di informazioni facciali appartengono tutti alla condotta di “gestione” delle informazioni facciali.

Di conseguenza, le Disposizioni sottolineano che il trattamento delle informazioni facciali deve seguire i “principi di legalità, legittimità e necessità”, e indica espressamente all’utente la finalità, le modalità e l’ambito del trattamento e ottenere dall’utente la chiara e scritta consenso Se l’uso del riconoscimento facciale viola i requisiti di conformità di cui sopra, il Tribunale stabilisce che l’attività costituisce una violazione dei diritti personali di una persona fisica. La percezione e l’analisi della Corte Suprema per i casi riguardanti il riconoscimento facciale si basa principalmente sulla prospettiva dei Torts.

Inoltre, sulla base delle Interpretazioni del 2017 della Corte Suprema del popolo e della Procura suprema del popolo su diverse questioni concernenti l’applicazione della legge nel trattamento dei casi penali che coinvolgono la violazione delle informazioni personali dei cittadini, le disposizioni specificano anche che l’eventuale autorizzazione degli utenti ottenuta abusando delle condizioni contrattuali standard, utilizzando un’autorizzazione combinata o rifiutando di fornire i principali servizi senza concedere le autorizzazioni (salvo che il trattamento di tali informazioni facciali sia necessario per la fornitura del prodotto o del servizio) e con altre modalità coercitive non sono valide come difesa. Ciò costituirà un sollievo in una certa misura per l’attuale posizione debole degli utenti, i consumatori, nei confronti dei fornitori di servizi di informazione, ma si devono ancora registrare gli effetti specifici in line con il valore gerarchico di fonte del diritto.

In sintesi, alcune persone interessate si aspettano che le Disposizioni abbiano uno specifico potere dissuasivo o di attivazione per fermare l’abuso relativo alle informazioni facciali degli utenti e dei clienti da parte dei Data Processors. Il vero risultato e l’effetto verranno in seguito, anche grazie all’attuazione della nuova Data Protection Law e Personal Information Protection Law.