Approfondimenti sulle fusioni e acquisizioni in Italia: prospettive per il 2023
#Italia
L’attività di M&A in Italia è stata piuttosto attiva nel corso del 2022, con un numero di operazioni di M&A nazionali e transfrontaliere completate addirittura maggiore a quello del periodo pre-pandemia. Le risorse finanziarie immesse nell’economia dal governo italiano per mitigare gli impatti negativi della pandemia hanno contribuito ad alimentare questa attività.
Inoltre, le aziende italiane hanno dimostrato disponibilità e interesse ad investire in settori legati alla trasformazione digitale e alla sostenibilità ambientale.
Il private equity è stato fondamentale, fornendo finanziamenti per almeno un terzo di tutte le transazioni M&A italiane concluse lo scorso anno. Le società di private equity hanno infatti favorito gli obiettivi di espansione delle imprese italiane, fornendo finanziamenti per nuove acquisizioni societarie e per l’introduzione di modelli di business volti ad ampliare la distribuzione geografica di prodotti e servizi italiani. Inoltre, grazie alle esperienze maturate nel 2022, è probabile che le aziende italiane diventino ancora più accessibili agli investitori di private equity, che apportano nuove risorse finanziarie e “know-how”.
I settori più performanti in Italia sono stati la produzione industriale, le automotive (+18% in volume rispetto al 2021) e i mercati di consumo (+71% in valore rispetto al 2021).
Guardando al 2023, il quadro globale dovrebbe accelerare la transizione energetica. I governi europei stanno cercando di diversificare le fonti energetiche per ridurre la dipendenza dal gas russo. Di conseguenza, è prevedibile un aumento delle attività di fusione e acquisizione nel settore energetico. Un altro motivo per prevedere un’impennata delle attività di fusione e acquisizione nel settore energetico nel 2023 è la maggiore conoscenza e l’impegno nei confronti della sostenibilità. Le aziende continueranno a cercare metodi verdi, a diversificare le fonti energetiche e a ridurre i prezzi di fornitura.
Inoltre, un altro ruolo chiave nel mercato italiano delle fusioni e acquisizioni è rappresentato dagli investimenti di venture capital nelle start-up tecnologiche italiane. Analizzando i dati, è chiaro che la scena delle start-up ha giocato un ruolo di primo piano negli ultimi due anni nel mercato delle fusioni e acquisizioni; dopo la pandemia, ma soprattutto durante il 2022, il settore dell’innovazione ha ricevuto un grande impulso grazie alle numerose start-up incorporate e al numero crescente di investimenti in queste start-up tecnologiche. Nonostante sia uno dei Paesi dell’UE con il PIL più alto, l’Italia continua a crescere negli investimenti in capitale di rischio.
I settori che probabilmente attireranno l’interesse degli investitori di private equity nel 2023 sono:
1.Tecnologia,
2.Marchi di lusso
3.Prodotti farmaceutici e life science (compresi l’assistenza sanitaria e le biotecnologie),
4.Agroalimentare e cibo.
I temi chiave per le attività di M&A in Italia nel 2023 saranno:
1.Flusso di cassa e redditività,
2.Sensibilità agli scenari inflazionistici e valutari,
3.ESG e analisi dei dati,
4.Sinergie e post deal.
In conclusione, si può notare che, nonostante tutti i rischi che si sono riscontrati a livello globale per le M&A negli ultimi due anni, tali attività sono ancora in crescita, beneficiando dell’effetto rimbalzo derivante dalla pandemia. A questo proposito, l’Italia, che fino al 2019 era considerata in forte ritardo rispetto agli altri Paesi europei, può trarre vantaggio da questo periodo creando un sistema affidabile per le aziende tecnologiche e gli investitori.
D’Andrea & Partners Legal Counsel continuerà a fornire informazioni sulle attività di M&A in Italia. Se avete bisogno di assistenza per qualsiasi dubbio relativo a questo tema. Non esitate a contattare: info@dandreapartners.com
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L’ingresso dell’intelligenza artificiale (IA) nei processi produttivi sta progressivamente incidendo sull’organizzazione del lavoro e sulla definizione delle mansioni. Ne deriva un interrogativo destinato a diventare sempre più frequente nel contenzioso giuslavoristico: in che misura l’adozione di sistemi algoritmici può giustificare la soppressione di una posizione lavorativa? La recente sentenza del Tribunale di Roma n. 9135
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