Il Consiglio dei Ministri si è riunito nella mattinata del 16 marzo per discutere delle misure necessarie a fronteggiare l’emergenza causata dalla diffusione del virus COVID-19.

Dopo il decreto ministeriale datato 24 Febbraio, e il successivo Decreto-Legge approvato il 28 Febbraio, è stato approvato il testo del cosiddetto decreto Cura Italia. Il decreto mette in campo risorse per un totale di 25 miliardi, mobilitando in totale un flusso di denaro che si aggira intorno ai 350 miliardi. Quella che lo stesso Presidente Conte ha definito una manovra “poderosa”, interviene su tutti i settori messi in crisi dall’emergenza: sanità, lavoro, aiuti alle famiglie, economia.

Per ciò che interessa quest’ultimo aspetto, e in particolare le imprese, illustriamo di seguito le novità più rilevanti.

Innanzitutto, vengono previste misure di sostegno alle PMI. Viene potenziato il Fondo centrale di Garanzia per le PMI, che potrà concedere garanzie a titolo gratuito per un importo massimo per singola impresa pari a cinque milioni di euro. Sono poi previste garanzie statali (fino al 33% dei prestiti erogati) in particolare per le aperture di credito, che non potranno essere revocate fino al 30 settembre p.v., nonché per i prestiti, i mutui e i finanziamenti a rimborso rateale, i cui canoni a scadere in data anteriore al 30 settembre p.v. potranno essere sospesi fino a tale data, senza oneri accessori.

Per le imprese che hanno subito perdite di fatturato, operanti nei settori da individuare tramite apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze, il Cura Italia prevede misure a supporto della liquidità. In particolare, le esposizioni di Cassa depositi e prestiti in favore delle banche e di altri soggetti autorizzati, che concedono liquidità alle predette imprese, potranno essere assistite dalla garanzia dello Stato fino ad un massimo dell’ottanta per cento dell’esposizione assunta.

Queste misure si aggiungono a quelle già adottate sulla base del DM del 24 Febbraio e del DL del 28 Febbraio scorso, tra le quali figura il rifinanziamento di 350 milioni del Fondo SIMEST, con lo scopo di offrire sostegno all’attività delle imprese esportatrici concedendo finanziamenti a tasso agevolato.

Sul fronte del lavoro le imprese, indipendentemente dal numero di dipendenti, non potranno licenziare alcun lavoratore per “giustificato motivo oggettivo” (ad es. per ragioni come il crollo degli ordini, chiusura di un reparto per casi di contagio etc.) o avviare procedimenti di licenziamento collettivo per i sessanta giorni successivi all’entrata in vigore del decreto, e nel medesimo periodo sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020. Allo stesso modo, viene confermata la cassa integrazione in deroga per i lavoratori di tutte le imprese, anche quelle con un solo dipendente mentre, per la cassa integrazione ordinaria, viene prevista un’apposita causale “emergenza COVID-19” per la quale è previsto un iter di richiesta e concessione semplificato.

Sul piano fiscale, si segnala invece che per tutti i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato sono sospesi gli adempimenti tributari (con alcune eccezioni previste dall’art. 62 del Cura Italia) che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

Per quanto concerne nello specifico gli imprenditori con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019, sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono tra l’8 e il 31 marzo relativi a ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, IVA, contributi e premi per l’assicurazione obbligatoria. I versamenti sospesi dovranno essere eseguiti in unica soluzione entro il 31 maggio 2020, oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere da maggio.

Misure ulteriormente favorevoli sono poi previste per le attività economiche maggiormente colpite dai provvedimenti di sospensione delle attività (imprese del settore turistico, filiere dello spettacolo, ristorazione, sport e cultura), per le quali è prevista la sospensione dal 2 marzo al 30 aprile del versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente assimilato, dei contributi e premi INAIL, nonché dell’IVA. I versamenti sospesi dovranno essere eseguiti entro il 31 maggio 2020 (1° giugno poiché il termine cade di domenica), con facoltà di dilazionare il pagamento in cinque rate mensili.

Ulteriori misure economiche sono attese in Aprile al fine di fornire ulteriore supporto alle imprese per il superamento dell’emergenza in atto.