Lo scorso 8 marzo, a Santiago del Cile, undici paesi hanno firmato il “Comprehensive and Progressive agreement for Trans-Pacific Partnership” (CPTPP). Quest’ultimo entrerà in vigore dopo la ratifica da parte di almeno 6 paesi membri. Anche in considerazione del fatto che D’Andrea & Partners ha aperto nuove sedi ad Hanoi e Ho Chi Minh City riteniamo possa essere interessante analizzare brevemente gli effetti che questo accordo potrebbe avere sull’economia vietnamita.

I paesi firmatari del CPTPP sono Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam. Se da una parte gli Stati Uniti non sembrano interessati ad aderire all’accordo – anche se il presidente americano Donald Trump ha recentemente dichiarato che gli USA valuterebbero l’adesione se questo fosse un accordo sostanzialmente favorevole per gli Stati Uniti – dall’altra il Regno Unito ha mostrato un forte interesse per questo, anche e soprattutto in considerazione della Brexit; i rappresentanti britannici hanno infatti tenuto discussioni informali con vari membri. Il CPTPP è uno dei più importanti accordi di libero scambio al mondo che rappresenta il 13,5% del PIL mondiale ed ha come obiettivo principale quello di facilitare gli scambi e gli investimenti tra i paesi membri. Secondo il Ministro dell’Industria e del Commercio vietnamita, tra i settori che risulteranno più avvantaggiati rientrano quelli delle calzature, del tabacco, del vino, della birra, della lavorazione alimentare, dell’abbigliamento-tessile e quello delle bevande in genere.

Tutti gli investitori stranieri, inclusi quelli europei, potranno trarre benefici dai numerosi vantaggi che sono conseguenza diretta del fatto che il Vietnam sia membro del CPTPP. Essendo il CPTPP un accordo che mira a liberalizzare gli scambi, a migliorare l’accesso al mercato ed a promuovere la trasparenza, il Vietnam dovra’ riformare in breve tempo molti settori come quello della concorrenza, della proprietà intellettuale, delle dogane, dell’e-commerce, del diritto del lavoro, del diritto ambientale, delle modalita’ di accesso al mercato per merci e servizi e dovra’ inoltre intervenire su molte problematiche attuali in ambito giuridico. Risulta quindi evidente che quanto appena detto rappresenti un vantaggio diretto non solo per i membri del CPTPP ma anche per tutti gli investitori.

In base a quanto riportato da World Bank – Economic and Distributional Impacts of Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership  – con il CPTPP, le esportazioni dovrebbero crescere del 4,2% mentre le importazioni del 5,3%. Per il 2030 si prevede che con il CPTPP il PIL del Vietnam aumentera’ di un ulteriore 1,1%. Tutte queste stime, sebbene positive, sono decisamente inferiori a quelle ottenute analizzando l’impatto che avrebbe avuto il Trans-Pacific Partnership (TPP12); quest’ultimo infatti prevedeva la partecipazione degli USA che hanno poi ritrattato la propria partecipazione al trattato. Per fare alcuni esempi numerici, con il  TPP12 entro il 2030 il Vietnam avrebbe avuto un PIL aumentato del 3.6%.

Avendo il Vietnam firmato il CPTPP, è facile prevedere che la quantità di Investimenti Diretti Esteri aumenterà notevolmente e cio’ e’ postivo anche per le imprese domestiche che avranno maggiori risorse per far crescere il proprio business.

Se siete interessati ad investire in Vietnam o avete bisogno di chiarimenti, non esitate a contattarci via email a hanoi@dandreapartners.com o hcmc@dandreapartners.com