Introduzione

 

Dopo sette anni di negoziati (e più di 35 incontri), nel corso di una video conferenza tenutasi lo scorso 30 dicembre, l’Unione Europea e la Cina hanno finalmente raggiunto un accordo politico sull’approvazione del Comprehensive Agreement on Investments (Accordo globale sugli investimenti o CAI). A presiedere l’incontro il Presidente Cinese Xi Jinping, il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen (oltre al Presidente francese Macron e la Cancelliera tedesca Angela Merkel).

 

Il testo dell’accordo, però, necessita di essere rivisto e modificato a livello tecnico: per questo motivo non è ancora stato reso pubblico. Le previsioni contenute nell’articolo che segue non sono esaustive né definitive, ma si limitano a riportare una panoramica degli impegni assunti dal governo cinese i quali, però, meritano un approfondimento considerato che, secondo le indiscrezioni, il testo inciderà profondamente sul lavoro e le opportunità degli investitori europei che operano nel mercato cinese.

 

Si tenga a mente, però, che poiché nessuna delle parti ha ancora firmato l’accordo, la strada che porterà il CAI ad essere realtà è ancora lunga e piena di insidie: le parti devono ancora trovare un accordo sui punti specifici e ratificarli, senza considerare i numerosi problemi politici che potrebbero sorgere (come l’opposizione da parte di alcuni Stati Membri o l’influenza della nuova amministrazione americana). In una recente dichiarazione, l’UE ha dichiarato che l’intenzione comune è quella di concludere l’accordo entro i primi mesi del 2022.

 

Principali novità per gli investitori Europei

 

Accesso al Mercato & Liberalizzazione degli Investimenti

 

Relativamente all’accesso al mercato e alla liberalizzazione degli investimenti, secondo la documentazione pubblicata dalla Commissione Europea, il CAI “garantisce un livello di accesso agli investitori europei in Cina senza precedenti” ponendo, in tal senso, una serie di obblighi bilaterali.

Per quanto riguarda l’Accesso al Mercato, la Cina si è impegnata ad eliminare le restrizioni quantitative, i limiti di capitale ed i requisiti per le joint venture nei settori in cui le imprese europee sono maggiormente coinvolte.

 

Le imprese che potranno ricevere i maggiori benefici sono le seguenti (ma non solo):

 

L’industra dell’Automotive: Rimozione, in alcuni casi, e graduale eliminazione dei requsiti per le joint ventures, nonché l’impegno a permettere l’ingresso nel mercato di veicoli di nuova generazione.

 

Servizi Finanziari: Eliminazione dei requisiti di joint venture e dei limiti di capitale netto estero per le società del settore bancario, del commercio di titoli, dei servizi assicurativi e di gestione patrimoniale;

 

Servizi della Sanità: Il CAI elimina i requisiti per le joint venture nel settore degli ospedali privati nelle principali città cinesi;

 

Servizi alle Imprese: Eliminazione dei requisiti per le joint venture nei servizi immobiliari, nei servizi di noleggio e leasing, nella riparazione e manutenzione per il trasporto, nella pubblicità, nelle ricerche di mercato, nella consulenza gestionale e nei servizi di traduzione;

 

Servizi Ambientali: Rimozione dei requisiti per le joint venture nei servizi ambientali.

 

Un aspetto fondamentale per gli investitori/potenziali investitori europei è che, secondo questa versione dell’accordo, i managers e gli specialisti che lavorano per le imprese europee potranno, per un massimo di tre anni, lavorare all’interno delle filiali cinesi senza alcuna restrizione (ad esempio, superare dei test o rispettare le quote previste per gli stranieri nel mercato del lavoro), e sarà consentito ai rappresentanti degli investitori europei di visitare liberamente il paese prima di effettuare un investimento.

Competizione Leale

 

Il CAI imporrà alle imprese statali cinesi (SOE) di agire secondo criteri commerciali e di non effettuare discriminazioni negli acquisti e nelle vendite di beni o servizi, garantendo così la parità di condizioni tra le imprese pubbliche e private del paese.

 

Al fine di garantire l’operatività di questo principio, la Cina si impegna inoltre a fornire, su richiesta, informazioni specifiche che consentano di valutare se il comportamento di una specifica impresa è conforme agli obblighi stabiliti dal CAI.

 

Il CAI mira, inoltre, ad adeguare il mercato cinese alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (e in alcuni casi ad ampliarle), con particolare riferimento alla trasparenza delle sovvenzioni e ai trasferimenti forzati di tecnologia.

 

 

Definizione degli Standard e Trasparenza

 

La Cina garantirà alle imprese europee parità di accesso agli enti preposti alla definizione degli standard (ad esempio, gli standard di rendicontazione finanziaria) e aumenterà la trasparenza, la prevedibilità e l’equità delle autorizzazioni in materia.

 

La CAI comprenderà norme di trasparenza per le misure regolamentari e amministrative al fine di migliorare la certezza del diritto e la prevedibilità, nonché la correttezza procedurale e il diritto al controllo giurisdizionale, anche nei casi di concorrenza.

 

I requisiti e le procedure di autorizzazione e di qualificazione saranno resi pubblici in modo da non costituire un inutile ostacolo agli investimenti.

 

Conclusioni
La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito pubblicamente che: “l’accordo è un punto di riferimento importante nelle nostre relazioni con la Cina e per la nostra agenda commerciale, fortemente ancorata ai nostri valori. Esso fornirà un accesso senza precedenti al mercato cinese per gli investitori europei, consentendo alle nostre imprese di crescere e di creare posti di lavoro”.

 

Come detto, l’accordo sarà ora sottoposto a un ampio esame, poiché i colloqui sulle specifiche dell’accordo continueranno prima della firma delle due parti, fermo restando che impegni quali l’effettiva attuazione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e delle Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) non sono stati ancora cristallizzati, così come l’istituzione di meccanismi di controllo (“state-to-state dispute settlement”) e di monitoraggio (“institutional oversight”) per consentire la reciprocità, la condivisione delle informazioni, la conformità e la risoluzione delle controversie tra le parti nell’ambito della CAI sono questioni ancora aperte al momento della stesura della presente relazione.

 

Continueremo a seguire per voi gli aggiornamenti in relazione al CAI e non mancheremo di aggiornavi. Nel frattempo, per qualsiasi dubbio o informazione, non esitate a contattarci all’indirizzo info@dandreapartners.com.