Con decreto interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 gennaio, è stata definita la ripartizione delle risorse a disposizione delle otto Zone Economiche Speciali (ZES) recentemente istituite per l’area costiera dell’Italia centro-meridionale (ZES Abruzzo, ZES Calabria, ZES Campania, ZES Ionica Interregionale Puglia-Basilicata, ZES Adriatica Interregionale Puglia-Molise, ZES Sicilia Orientale, ZES Sicilia Occidentale).

Tali risorse ammontano complessivamente a 630 milioni di euro e sono state stanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con l’obiettivo di sviluppare investimenti infrastrutturali e di integrare i vari bacini portuali con la rete nazionale dei trasporti, tra cui le reti Trans Europee (TEN-T). A queste risorse, si aggiungono ulteriori 1,2 miliardi di euro che il PNRR ha riservato a interventi sui principali porti del Mezzogiorno. Si tratta di un piano di sviluppo strategico, in cui sono coinvolte diverse progettualità per il rilancio dell’impresa e l’attrazione di nuovi investimenti.

Tra i principali settori in cui si interverrà per la promozione delle ZES, vi sono la digitalizzazione e potenziamento della logistica, le urbanizzazioni green e i lavori di efficientamento energetico e ambientale nelle aree retroportuali. Si aggiunge, inoltre, il potenziamento della resilienza e della sicurezza delle infrastrutture di accesso ai porti, così come il “collegamento di ultimo miglio”, progetto diretto a realizzare efficaci collegamenti tra le aree portuali e industriali e le reti di trasporto, così da consentire ai distretti produttivi di ridurre tempi e costi nella logistica.

L’obiettivo è quello di accrescere la competitività del settore portuale italiano, che rappresenta un grandissimo potenziale in via di sviluppo, considerato che l’Italia ha più di 8.000 chilometri di costa e un’innata vocazione marittima.

Questi nuovi interventi si aggiungono ai già presenti numerosi benefici relativi alle ZES, al fine di facilitare il commercio e operanti soprattutto sul piano fiscale. Tra le principali agevolazioni fiscali vigenti in tali aree si segnalano: la sospensione dei dazi doganali per le merci che verranno stoccate all’interno di queste aree, semplificazioni burocratiche, particolari agevolazioni IVA e il dimezzamento dei termini per il rilascio di autorizzazioni, licenze, permessi o concessioni amministrative. Alla luce di tali agevolazioni fiscali, tra i vantaggi per gli imprenditori che desiderino operare nelle ZES, vi è principalmente la riduzione dei costi verso l’Erario per l’ottenimento di crediti d’imposta legati ad attività di investimento e commercio in tali aree.

In questo momento di sviluppo delle nuove aree portuali italiane, lo Studio D’Andrea & Partners è pronto ad assistere imprese e investitori che desiderano inserirsi in questo mercato, per lo sviluppo dei propri affari, legati al trasporto e fornitura di merci in ambito nazionale ed internazionale. Per maggiori informazioni, potete scrivere a info@dandreapartners.com