Nel corso degli ultimi giorni del mese di luglio 2019, il governo italiano ha discusso sino a notte i dettagli di una riforma epocale del sistema giudiziario che riguarda, tra le altre materie, anche il rafforzamento della cosiddetta negoziazione assistita da avvocati.

Questo tipo di negoziazione è stata inizialmente introdotta con la legge n.162/2014 che ne statuisce l’obbligatorietà in materie specifiche, prevedendo altresì che la stessa avvenga prima del giudizio, coinvolgendo le parti ed i reciproci avvocati in qualità di rappresentanti, allo scopo di raggiungere un accordo ed evitare così il giudizio.

La riforma discussa di recente, pur essendo ancora un disegno di legge delega, apporta modifiche rilevanti alla summenzionata legge. Infatti, esso estende l’ambito di applicabilità della negoziazione alle controversie in materia di diritto del lavoro e in ambito familiare, ma, l’aspetto più rilevante sta nel potere che viene conferito agli avvocati coinvolti nella negoziazione.

L’avvocato avrà infatti il potere di svolgere una vera e propria attività istruttoria stragiudiziale, e potrà acquisire dichiarazioni di terzi su fatti rilevanti, nonchè chiedere alla controparte di dichiarare in forma scritta la verità di fatti a essa sfavorevoli e favorevoli, redigendone relativo verbale. Ciò allo scopo di ottenere una sorta di “confessione stragiudiziale”.

É bene anche notare che chi dovesse dichiarare il falso o rifiutare di rispondere alle domande poste dall’avvocato, potrà essere punito penalmente. Inoltre, è previsto l’aumento di almeno il 30%  del compenso dell’avvocato che venga coinvolto nella procedura di negoziazione.

L’importanza di questa riforma sta nel fatto che le risultanze emerse all’esito dell’attività istruttoria stragiudiziale potranno essere utilizzate come prove nel successivo giudizio. Peranto, l’avvocato avrà, entro certi limiti, poteri e funzioni che sino ad ora sono stati di esclusiva prerogativa del giudice.

Il motivo per cui tali attività sono sempre state attibuite unicamente ai magistrati è il fine di garantire l’imparzialità durante le attività di raccolta delle prove: questo principio di fondo resta, essnedo ancora potere del giudice quello di valutare le prove raccolte e garantire che non siano state ottenute abusivamente.

In caso di abusi commessi da parte dell’avvocato durante la procedura di negoziazione in via stragiudiziale, tali comportamenti verranno considerati come gravi violazioni disciplinari ed il giudice potrà pertanto irrogare le relative sanzioni.

D&P vi terrà aggiornati circa eventuali modifiche e sui futuri decreti legislativi di attuazione che verranno emanati in materia a seguito dell’approvazione parlamentare del disegno di legge delega.  D&P rimane a vostra totale disposizione per eventuali chiarimenti.