La situazione epidemiologica in Italia non migliora. Per questo motivo, lo scorso 10 novembre il Ministro della Salute Roberto Speranza ha disposto con Ordinanza la modifica delle aree regionali di rischio. Secondo la nuova ripartizione, le aree sono state così divise:

  • Zona Gialla: Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Veneto;
  • Zona Arancione: Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria;
  • Zona Rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Bolzano.

Come nella prima ondata, l’accelerazione della diffusione del COVID-19 sta impattando anche il mondo dell’economia che risente dell’incertezza e delle chiusure dirette a tutelare la salute dei cittadini. Questa necessità ha spinto il Governo ad adottare nuove misure economiche a sostegno dei lavoratori e dei settori produttivi maggiormente colpiti. Queste misure sono state incluse in due diversi Decreti Legge: il D.L. Ristori del 28 ottobre 2020 (“DL Ristori”), n. 137e il il decreto Ristori bis del 9 novembre 2020 n. 149 ( “DL Ristori-bis”).

In totale i due decreti impiegano somme molto consistenti, pari a circa 7,5 miliardi di euro, che sono destinate in gran parte a fornire un contributo a fondo perduto alle categorie più a rischio.

Il DL Ristori, infatti, stabilisce un contributo economico (il cui valore dipenderà dalle zone in cui il richiedente opera e che non sarà superiore a 150.000 euro) diretto a favore di imprenditori e partite IVA a condizione che l’ammontare del fatturato del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato del mese di aprile 2019.  La platea dei beneficiari include anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10% del calo del fatturato). Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA nel periodo che va dal 1° gennaio 2019 fino al 25 ottobre 2020, il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato. Il DL Ristori-bis ha ampliato la platea dei soggetti che beneficiano del contributo, oltre ad aumentarne gli importi.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, il DL Ristori ha predisposto altre 6 settimane di cassa integrazione ordinaria, cassa integrazione in deroga ed assegni ordinari. Le imprese e i datori di lavoro individuati dal DL Ristori che hanno già esaurito la misura prevista dal Decreto Agosto, potranno beneficiarne nel periodo compreso tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021. Va ricordato che la concessione delle 6 settimane di cassa integrazione è gratuita per i datori di lavoro che nel primo semestre 2020 hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Negli altri casi la legge prevede una contribuzione addizionale obbligatoria che oscilla tra il 9% e il 18%.

Sempre sul tema del lavoro, i Decreti legge prorogano il blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio 2021.

Infine, il DL Ristori e il DL Ristori bis incidono anche sul piano fiscale, sospendendo il pagamento degli importi IVA del mese di novembre cancellando il pagamento della seconda rata dell’IMU per le categorie che risentono delle restrizioni.