Per la prima volta nella sua storia, l’India si é classificata nei primi 100 della classifica globale di ‘Ease of Doing Business’ dell World Bank grazie a una serie di riforme effetuate negli ultimi anni permettendosi il posto 77 °. Commentando questo spostamento, Annette Dixon, Vicepresidente dell World Bank, Asia, ha affermato che: “Avendo intrapreso un forte programma di riforme per migliorare l’ambiente imprenditoriale, il sposto di quest’anno è il risultato della coerenza delle azioni del governo Indiano. Indica l’impegno dell’India a rafforzare ulteriormente la sua posizione come un luogo ideale per fare affari a livello globale ”

Quest’anno, il gruppo di valutazione indipendente ha coperto le due città più importanti dell’India, ovvero Delhi e Mumbai, e ha impiegato come base per questa classifica, una serie di otto indicatori di ‘Ease of doing business’ che sono i seguenti: inizio imprendita, permessi di costruzione, ottenimento di crediti, protezione ai investitori di minoranza, pagamento delle tasse, negoziazione transfrontaliera, esecuzione dei contratti e risoluzione delle insolvenze. Una serie di riforme in puntati ai tali indicatori è la ragione di questo grande passo in avanti. Questi indicatori cambiano ogni anno, ma lo schema messo in atto dal gruppo di valutazione indica il suo obiettivo di premiare regolamenti aziendali più liberi.

Commentando sui requisiti per ulteriori avanzamenti nella classifica, Junaid Ahmad, Direttore , World Bank India, ha dichiarato che “mettere in azione queste riforme impegnative sarà la chiave per un ranking più alto. Per garantire i cambiamenti nelle restanti, non sarrano abastanza solo nuove leggi e sistemi online, ma l’approfondimento d’investimenti negli Stati e nelle loro istituzioni e la implementazione di cambiamenti nel quadro degli incentivi e delle normative soggeti del settore privato “.

Per quanto riguarda i suddetti indicatori, l’India ha implementato le seguenti modifiche nel 2016/17:

  1. Avvio impresa: l’India ha reso più rapido l’attività aziendale unendo le applicazioni per il PAN e il TAN.
  2. Gestione dei permessi di costruzione: riduzione del numero di procedure e dei tempi richiesti grazie al’implementazione di un sistema online per tali permessi a Nuova Delhi e Mumbai.
  3. Ottenere credito: modifica nelle norme sulla priorità dei creditori garantiti al di fuori dei procedimenti di riorganizzazione e la formalizazione d’una nuova legge sull’insolvenza.
  4. Protezione degli investitori di minoranza: aumento dei rimedi disponibili in caso di transazioni pregiudizievoli tra le parti interessate.
  5. Pagamento di tasse: sia a Delhi che a Mumbai, le imposte dovute sono state semplificate grazie alla digitalizzazione e altre misure amministrative in riguardo allo stesso.
  6. Negozazioni esteri: a Mumbai, la riduzione dei tempi necessari per rispettare i regolamenti sulle importazioni nel porto di Nhava Sheva ha reso molto più rapido il commercio transfrontaliero.
  7. Applicazione dei contratti: l’introduzione della griglia nazionale dei dati giudiziari facendo più semplice l’applicazione dei contratti.
  8. Risoluzione di insolvenza: nuovo codice di insolvenza che ha introdotto una procedura di riorganizzazione per i debitori societari e agevolato il proseguimento dell’attività del debitore durante le procedure di insolvenza.