Introduzione

 

In India si utilizzano prevalentemente scooter e biciclette per gli spostamenti quotidiani. Per questo, c’è un notevole spazio per tale industria, soprattutto grazie ai suoi veicoli economici e a basso consumo di carburante. Alla luce di queste considerazioni, il mercato dei veicoli elettronici (EV) è proiettato verso un boom in India nel prossimo futuro.

 

Il primo scooter elettronico sviluppato in India risale al 1996 ad opera di Scooters India Pvt Ltd, con il nome di Vikram Safa, un veicolo a tre ruote. In seguito, le aziende automobilistiche come Mahindra and Mahindra Ltd. lanciarono il loro primo veicolo elettrico a tre ruote nel 1999 e nel 2001; tuttavia, inizialmente, la risposta del mercato fu tutt’altro che positiva e la fabbrica venne chiusa. Tra il 2005 e il 2015 l’India ha registrato una grande contrazione dell’industria dei veicoli elettrici a causa di svariati problemi, tra cui lo scarso sostegno del governo e la mancanza di una strategia, di un sistema tecnologico e di infrastrutture per i veicoli elettrici. È stato solo nel 2016-2017 che i risciò elettrici sono entrati di prepotenza nell’industria dei veicoli elettrici, con circa 500.000 unità vendute in quell’anno.

 

Attualmente, il governo sta intensificando gli sforzi per incentivare l’uso di veicoli elettrici, dato che la stragrande maggioranza delle città è notevolmente inquinata. Per ottemperare a tale problematica, è stato istituito un programma denominato FAME, ovvero “Faster Adoption and Manufacturing of Electric and Hybrid Vehicles in India“, che prevede l’erogazione di una serie di sussidi a 11 città selezionate per il lancio di autobus elettrici, taxi e risciò elettrici.

 

I veicoli elettrici sono ecologici e rappresentano dunque una ottima alternativa per i privati, perché sono dotati di un adeguato livello di prestazioni. Marchi di fama mondiale come Tesla, Mercedes-Benz, Audi, Hyundai, Mahindra, Chevrolet, BMW e Renault sono tra le aziende che oggi producono automobili elettriche innovative.

L’inconveniente

 

Recentemente, in India sono stati denunciati almeno sei casi di incendi di veicoli elettrici prodotti da Ola, Okinawa, Pure EV e Jitendra EV. Purtroppo, questo ha avuto un impatto negativo sulla percezione dei consumatori e molti di loro sono ora diffidenti nell’ acquistare veicoli elettrici.

 

La causa principale dell’incendio dei veicoli elettrici è la batteria difettosa. Gli esperti ritengono che le batterie al litio utilizzate nei veicoli elettrici siano soggette a incendi quando la temperatura aumenta o quando si verificano variazioni climatiche estreme. Si ritiene che le batterie importate non siano state progettate per adattarsi al clima e alle temperature indiane. Non si possono escludere altre possibilità, come (a) cortocircuiti, (b) celle deformate e (c) ventilazione insufficiente. È quindi essenziale che il produttore prenda in considerazione la progettazione di una batteria all’avanguardia con un sistema/processo di gestione termica efficace.

 

La Risposta del Governo

 

Il governo ha incaricato un team di esperti di indagare su ogni singolo incidente e di esaminare l’intero ecosistema dei veicoli elettrici. Il team sottoporrà poi il proprio rapporto al governo, dopo di che il governo stesso emanerà le previste linee guida relative agli standard di collaudo, alla produzione, allo stoccaggio e al trasporto dei veicoli elettrici.

 

Secondo i risultati iniziali dell’indagine, il governo ha vagliato anche l’ipotesi di testare le batterie degli scooter elettrici prima di lanciarli sul mercato. Inoltre, il governo ha prelevato campioni di celle dalle tre aziende per effettuare ulteriori controlli. Si prevede che il governo costruisca le infrastrutture e le competenze necessarie per condurre questi test e presto i risultati saranno pubblicati.

 

Un cambiamento è necessario. Diverse aziende indiane, come Exide, Amaron, Hero MotoCorp, Maruti e persino la multinazionale Tata, hanno già intrapreso o intendono intraprendere la strada della produzione di batterie per veicoli elettrici. Queste aziende dovrebbero tenere adeguatamente conto delle condizioni climatiche indiane e di altri fattori applicabili e ridurre il rischio di incendi di veicoli elettrici.

 

Conclusione

 

Lo sviluppo della mobilità elettrica è fondamentale per gli obiettivi indiani in materia di lotta al cambiamento climatico e riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Il piano indiano prevede che entro il 2030 gli scooter e le biciclette elettriche rappresentino l’80% delle vendite totali di veicoli a due ruote, che oggi sono circa il 2%.

 

Entro il 2024, il governo indiano spera di aver preso accordi e fornito incentivi per incoraggiare un maggior numero di persone ad acquistare veicoli elettrici a batteria, che costituiranno il 25% di tutte le nuove immatricolazioni di auto. Affinché ciò avvenga, è necessario attuare una strategia su due fronti. Innanzitutto, l’India deve diventare effettivamente predisposta per i veicoli elettrici, creando le strutture e le tecnologie necessarie a supportare la produzione di auto elettriche. In secondo luogo, è necessario creare strutture che permettano di adattare i veicoli obsoleti per trasformarli in veicoli ibridi elettrici, contribuendo così a ridurre i livelli di inquinamento.