Nel 2015, si è registrato un aumento complessivo del 13.3% del flusso FDI in uscita in Cina, che ha raggiunto il picco storico equivalente a 139.5 miliardi di USD. In base a quanto mostra il report Going Out – the global dream of a manufacturing power – 2016 China Outbound Investment Outlook, pubblicato il 14 aprile del 2016 dall’ EY, si prevede un aumento di oltre il 10% degli investiementi in uscita nonchè una costante crescita per i prossimi cinque anni.

La seconda più grande economia mondiale supera gli Stati Uniti anche per numero massimo di contratti internazionali firmati nell’arco del corrente anno dalle società cinesi. In riferimento ai dati riportati dal The Times of India il 12 maggio 2016, il numero di contratti, per la maggior parte contratti d’acquisto da parte di società straniere, ha raggiunto un ammontare pari a $110.8 milardi a partire dal mese di gennaio.

Verso una strategia globale       

Con l’attuazione della politica di apertura del Paese, la Cina porterà avanti con maggiore rigore le strategie del “bring in” e del “go global”, integrando più settori in tale operazione di apertura, migliorando la sua struttura, innalzando la qualità, e transitando verso un’economia in cui lo sviluppo locale e l’apertura al mondo esterno procedano di pari passo, in cui le controparti, cinese e straniera, possano interagire in un rapporto di cooperazione mutualmente proficuo, in un’economia portata avanti con efficienza e sicurezza, al fine di apportare nuovi vantaggi alla Cina nella cooperazione e competizione economica internazionale nell’ambito della globalizzazione economica. Questa politica strategicaè stata formalmente delineata nel Report della diciassettesima Assemblea Nazionale del Partito Comunista Cinese.

Una cintura, una strada

La cintura Economica della Via della Seta e la Via della Seta Marittima del ventunesimo secolo, note anche come la Cintura e la Via, Una Cintura, Una Via o anche come l’Iniziativa della Cintura e della Via, consiste in una strategia e in un quadro di sviluppo proposte dal leader cinese Xi Jiping, che si focalizzano sulla connettività e la cooperazione tra paesi, soprattutto tra la Repubblica Popolare Cinese e il resto dell’Eurasia; tale strategia racchiude principamente la “Cintura economica della Via della Seta” terrestre, che include l’Asia Centrale, l’Asia Occidentale, il Media Oriente e l’Europa, e la “Via della Seta Marittima” transatlantica, ovvero il Mar Cinese Meridionale, l’Oceano Pacifico Meridionale e l’area più estesa dell’Oceano Indiano.

L’iniziativa mira all’integrazione della regione in un’area economica coesa attraverso la realizzazione di infrastrutture, l’incremento degli scambi culturali e l’espansione del commercio.

Il capitale cinese in ascesa

Con le due linee di attuazione note come “Made in China 2015” e “Una Cintura una Via”, e con lo sviluppo della cooperazione internazionale sulla capacità produttiva e nel settore della manifattura dei macchinari, il tradizionale investimento oltremare nel settore delle infrastrutture e in quello manifatturiero mantiene le sue ferme radici. E’ comunque doveroso sottolineare come gli obiettivi dell’investimento oltremare del capitale cinese degli ultimi anni si sono spostati dall’acquisizione dei beni essenziali per la produzione all’accesso alla tecnologia avanzata, a marchi e mercati; attualmente l’investimento oltremare della Cina si focalizza su settori più esclusivi come la tecnologia, media&telecominucazioni (TMT), auto&trasporti e servizi finanziari.

Un investimento d’oltremare può essere intrapreso da un singolo individuo cinese?

In base a quanto stabilito dall’articolo 17 dei Regolamenti Amministrativi della Repubblica Popolare Cinese

sugli scambi con l’estero (modificati nel 2008), qualsiasi organizzazione nazionale o individuale che provi a lanciare un investimento diretto d’oltremare o che sia coinvolto nella cessione o nello scambio di titoli negoziabili e di derivati azionari deve provvedere alle relative procedure di registrazione secondo quanto stabilito dai regolamenti del dipartimento amministrativo per gli scambi con l’estero del Consiglio di Stato. Ogni organizzazione o individuo a cui è richiesta approvazione o archiviazione dei dati presso le autorità competenti, nelle modalit` stabilite dalla legge nazionale, deve provvedere alle procedure per l’approvazione e alle formalità di archiviazione prima delle suddette registrazioni. Comunque, non esistono altri regolamenti dettagliati emanati dal SAFE circa le modalità per ottenere l’approvazione o per procedere all’archiviazione, e cio` rende la regolamentazione relativa all’investimento d’oltremare da parte dell’individuo cinese non effettiva.

Di conseguenza, poichè non si è ancora dato inizio all’investimento d’oltremare indivuale, al momento è possibile effettuare un investimento d’oltremare da parte di un individuo cinese attraverso le QDII (Qualified Domestic Institutional Investor), per alzare fondi e fare in modo che l’investimento d’oltremare risulti a nome di un investitore istituzionale, oppure attraverso una società nazionale incorporata da tale individuo, in modo da effetuare l’investimento oltremare attraverso tale società.

Agevolazioni del governo cinese per gli investimenti d’oltremare

In base alle Misure amministrative per gli investimenti in uscita promulgate dal Ministero del Commercio in data 6 settembre 2014,  1) viene stabilita la “priorità dell’archiviazione sull’approvazione, che risulta cosi` essere supplementare”; il MOFCOM esegue le procedure di approvazione degli investimenti in paesi, aree geografiche o settori industriali sensibili, mentre i restanti casi sono soggetti soltanto ai requisiti di archiviazione; 2) viene ridimensionata la portata delle procedure per l’approvazione, viene ridotto il limite temporale per l’approvazione a cinque giorni lavorativi, e viene abolito il regolamento in base a cui il requisito di approvazione viene determinato dal valore dell’investimento; 3) vengono definiti più chiaramente i requisiti e le procedure di archiviazione (una società può procedere all’archiviazione entro tre giorni lavorativi solo se ha completato il Modulo di Archiviazione in maniera affidabile ed esaustiva; 4) l’autorità del MOFCOM è responsabile a livello provinciale delle procedure d’archiviazione per le aziende locali che incorporano o investono in una società all’estero, e può stampare e pubblicare l’ Enterprise Overseas Investment Certificate; 5) il governo implementerà le linee guida e la regolamentazione relativa alle attività d’investimento oltremare delle aziende continuando a fornire servizi a queste ultime.

I nuovi provvedimenti, quindi, mirano a velocizzare le procedure di approvazione e a permettere la competizione testa a testa tra gli offerenti cinesi.

Le difficoltà degli investimenti cinesi d’oltremare

In base a quanto riportato nel Report 2015 sullo sviluppo sostenibile delle aziende cinesi d’oltremare, emanato congiuntamente dall’UNDP – centro di ricerca sotto il Comitato d’Amministrazione e Supervisione delle Risorse di proprietà dello Stato – e dall’Istituto di Cooperazione Economica e di Commercio Internazionale, sotto il Ministero del Commercio, gli affari d’oltremare delle aziende cinesi sembrano versare in buone condizioni; più della metà delle aziende ottiene profitti, il 24% ha qualche calo economico ma reagisce bene, mentre il restante 24% registra difficoltà più importanti.

Mr. Zhou Weihong, Manager del CGN, in occasione della conferenza di Boao Forum for Asia, tenutasi il 25 maggio 2016, ha sinteticamente illutrato le ragioni per cui le aziende cinesi faticano ad adattarsi al contesto d’affari straniero:

  • Il contesto economico locale avrebbe un effetto sui costi;
  • Le leggi locali porterebbero a sostanziali conseguenze;
  • Le condizioni dell’occupazione a livello locale comporterebbero problematiche imprevedibili.

Egli ha inoltre suggerito alle aziende cinesi di recarsi all’estero per compredere in maniera più approfondita le condizioni del business locale.

Suggerimenti alle aziende cinesi per una maggiore integrazione globale

Sebbene le aziende cinesi partecipino attivamente al processo di integrazione globale, molte di loro non hanno abbastanza esperienza nel settore degli investimenti d’oltremare; dunque, per divenire sempre più “globali”, sarebbe prudente da parte delle aziende coinvolgere personalità competenti nel campo del diritto, in quello finanziario, fiscale e altri professionisti con una certa esperienza nel settore degli investimenti d’oltremare.

D’Andrea & Partners può supportare con la propria consulenza, questo tipo di attività. Per informazioni, scrivere a info@dandreapartners.com

 

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