Il clima di business frizzante e un’atmosfera senza alcun dubbio positiva spingono il mondo a guardare all’India come destinazione importante per i propri investimenti.

Secondo i dati forniti dal Dipartimento delle Politiche Industriali e di Promozione (the Department of Industrial Policies and Promotion, DIPP), negli ultimi cinque anni l’industria alimentare ha raccolto qualcosa come 6.70 miliardi di dollari di investimenti stranieri (Foreign Direct Investment – FDI) e la Confederazione dell’Industria Indiana (Confederation of Indian Industry – CII) stima addiritutta che il potenziale di questo settore possa moltiplicarsi – anche fino a 5 volte tanto – nel prossimo decennio, con effetti inevitabilmente positivi anche sull’impiego.

L’economia indiana è un faro luminoso in questo momento: nel primo quadrimestre dell’anno, il Gross Domestic Product (GDP) ha registrato un incremento del 2.10 per cento, mentre il valore attuale del settore si aggira intorno al 7,9 per cento. E queste performance risultano ancora più impressionanti se si considera il momento storico ed economico mondiane nel quale molte, grandi economie sono statiche se non addirittura in calo (a parte alcune eccezioni come quella cinese che cresce del 6,8-6,9 per cento annuo).

Ma quali sono i motivi di un tale successo? Cosa sta facendo l’India per riuscire dove tanti altri paesi stanno facendo fatica?

I fattori sono diversi e vanno dai cambiamenti politici e di gestione, alla riduzione delle norme, della burocrazia e delle restrizioni; più, in generale, sono tutti legati ad una profonda riforma volta a trasformare il paese.

Proviamo a capire più da vicino le opportunità per gli investitori, guardando i dati e, in particolare, osservando meglio uno dei settori chiave dell’economia indiana, quello dell’agricoltura e del food processing.

  1. Il settore agricolo è la fonte principale di reddito per quasi la metà della popolazione e il goveno sta attivando molte politiche per migliorarne le condizioni, la resa e la modernizzazione;
  1. L’industria alimentare è valutata poco meno di 40 miliardi di $ e ci si aspetta cresca al ritmo dell’11 per cento ogni anno;
  1. Secondo il governo indiano, l’industria di trasformazione alimentare (Food Processing Industry FPI) contribuisce per l’ 14% del PIL del paese, rappresenta il 13% dell’intero export indiano e raccoglie il 6% degli investimenti totali, nonchè fornisce impiego ad oltre 13 milioni di persone;
  1. Entro il 2018, il valore dei servizi collegati al cibo si conta raggiungerà i 78 miliardi di $ e, un settore, in particolare, quello del cibo biologico, avrà la capacità di crescere di almeno tre volte entro il 2020;
  1. E’ bene anche sottolineare, in questa analisi, come quasi la metà del mercato indiano è gestito da aziende di piccole e medie dimensioni, poco organizzate, mentre solo il 25% è gestito da imprese con una organizzazione e un management moderno.

Tra le tante iniziative messe in campo dal governo indiano per incentivare gli investimenti in questo settore e dare uno slancio fondamentale, tanto a livello locale quanto globale, ai prodotti finali di questa industria, le principali sono contenute nel Vision-Document 2015, emesso dal Ministero dell’Industria Alimentare (the Ministry of Food Processing Industries).  Ecco le principali:

  • Apertura del FIPB (Foreign Investment Promotion Board) per la promozione dei prodotti alimentari coltivati e prodotti in India;
  • digitalizzazione;
  • apertura di diversi Mega Food Park: cinque sono già stati aperti
  • permettere l’apertura di  imprese 100% Foreign Direct Investment (FDI) con il 100% dell’approvvigionamento locale;
  • controllo dell’inflazione;
  • miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei contadini;
  • la creazione di posti di lavoro e il miglioramento dell’istruzione sono anch’essi decisivi e passano attraverso un Food Processing Training Centres (FPTC) e nuove infrastrutture e servizi tanto a livello di istruzione superiore ed universitaria, quanto a livello imprenditoriale (Entrepreneurship Development Programme – EDP);
  • nuove regole emesse dal Food Safety and Standards Authority of India (FSSAI) sulla standardizzazione , la qualità e la sicurezza alimentare;
  • sempre la  Food Safety and Standards Authority of India (FSSAI), nel 2011, sotto indicazioni del Ministero della Salute e del Welfare, ha varato alcune leggi sulla sicurezza alimentare (Food Product Standards and Food Additives) e sulla contaminazione degli alimenti  (Contaminants, Toxins and Residues Regulations);
  • sviluppo e promozione nel mondo delle spezie indiane;
  • agevolazioni al credito per le imprese che si occupano di lavorazione degli alimenti.

Oltre a quanto visto fino ad ora, molti altri fattori attraggono, ogni anno, gli investitori, anche esteri, interessati ai settori dell’agricoltura e della lavorazione degli alimenti.

Tra questi, quelli che maggiormente sembrano influenzare la decisione di investire sono:

  • abbondanza di materie prime
  • larga varietà di prodotti
  • reddito individuale in crescita
  • maggiore consapevolezza del valore di un’alimentazione sana e conseguente richiesta di prodotti “healthy”
  • incremento delle esportazioni
  • supporto e agevolazioni finanziarie
  • atmosfera vibrante e positiva

Diversi sono i trend che stanno caratterizzando maggiormente il paese e sui quali molte aziende, anche straniere, hanno già iniziato ad investire. Ed è su questi trend che, in futuro, sembra si otterranno performance, rendimenti e soddisfazioni importanti. Tra questi, quelli che hanno attirato maggiormente gli investimenti negli ultimi due anni sono:

Cibo salutare e wellness

Dolcificanti naturali

App

Consegna di cibo a domicilio

Piattaforme di ricerca ristoranti

In conclusione, dunque, se la tua azienda è nel settore agricolo e della lavorazione del cibo ma non è ancora sbarcata in India, questo è il momento per aprirsi alle opportunità che questo immenso paese è in grado di offrire.

Per saperne di più sull’argomento, chiamaci oppure scrivi a info@dandreapartners.com