Introduzione

Dopo 8 anni e 21 round di negoziati, la Cina e altri 14 paesi dell’Asia-Pacifico (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Tailandia, Vietnam, Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud ) hanno firmato uno dei più grandi accordi commerciali del mondo, il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) il 15 novembre 2020 durante il vertice virtuale dell’ASEAN svolto in Vietnam.

Dati e statistiche

L’accordo, che copre un mercato di 2,3 miliardi di persone (praticamente un terzo della popolazione mondiale), 26,2 trilioni di dollari di produzione globale, pari al 29% del PIL globale secondo i dati del 2019, è forse leggermente limitato nel suo ambito di applicazione rispetto a Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP), in quanto l’RCEP non tocca gli standard di lavoro o ambientali, né le disposizioni sui servizi e gli investimenti.

Tuttavia, l’RCEP è visto come una risorsa importante in termini di ripresa post-pandemia all’interno della regione e le previsioni  di un aumento entro il 2030 del reddito nazionale globale di 186 miliardi di dollari e aggiungere lo 0,2% all’economia degli stati membri, grazie all’accordo e a migliori scambi commerciali all’interno della regione. Una volta entrato in vigore, l’accordo creerà il blocco commerciale più grande del mondo, più grande sia degli Stati Uniti che dell’Unione europea.

Il RCEP ha anche un valore storico particolare in quanto è il primo accordo di libero scambio tra Cina, Giappone e Corea del Sud (tre delle quattro maggiori economie asiatiche) ed è il primo accordo multilaterale di libero scambio che include la Cina.

Contenuto dell’accordo

Il contenuto dell’accordo, che era stato redatto durante l’apice della pandemia e da allora non è stato rivisto, cerca di ridurre le tariffe gradualmente in un periodo di 20 anni, snellire le procedure doganali tra gli Stati membri e sostituire una serie di accordi bilaterali all’interno del blocco con un sistema unificato di regole per i firmatari.

L’accordo entrerà in vigore entro i prossimi due anni, dopo la ratifica da parte di tutti i paesi a livello nazionale. Le principali questioni trattate includono:

-Riduzione delle tariffe nella regione

Il capitolo 2 dell’accordo concede il trattamento nazionale alle merci delle altre parti e la riduzione o l’eliminazione dei dazi doganali all’interno del blocco commerciale. Il Capitolo stabilisce anche regole di gerarchia per determinare il trattamento tariffario applicabile in caso di preferenze tariffarie diverse, oltre a prevedere la possibilità di realizzare iniziative settoriali specifiche per facilitare meglio gli scambi tra i membri in futuro.

-Meno burocrazia

Il Capitolo 4 mira a garantire la prevedibilità, la coerenza e la trasparenza nell’applicazione delle Leggi e dei Regolamenti doganali, nonché a promuovere un’amministrazione efficiente delle procedure doganali e uno sdoganamento rapido delle merci. Per le spedizioni espresse e le merci deperibili, l’Accordo prevede che queste merci siano svincolate dal controllo doganale entro sei ore dall’arrivo delle merci e dalla presentazione dei documenti necessari.

-Nuove regole per gli appalti pubblici

Le disposizioni in ambito di cooperazione forniscono maggiore trasparenza durante le procedure di appalto con una maggiore comprensione delle relative leggi, regolamenti e procedure degli appalti pubblici dei membri del RCEP oltre ad un meccanismo per facilitare la consultazione e lo scambio di informazioni su tali questioni. L’RCEP è significativo poiché per la prima volta le principali economie dell’ASEAN come Indonesia, Tailandia e Filippine sono coinvolte con impegni rilevanti in ​​materia di appalti pubblici.

-Nuove regole in materia di concorrenza

I membri firmatari dell’accordo devono attuare Leggi sulla concorrenza e mantenere attivo il controllo da parte di autorità competenti indipendenti, per il rispetto di tali leggi. L’RCEP stabilirà il quadro giuridico per garantire che tali Leggi sulla concorrenza siano trasparenti e prevedano un giusto processo. L’accordo include anche disposizioni sullo scambio di informazioni e consente il coordinamento delle azioni di esecuzione. Le imprese della regione acquisiranno un ambiente imprenditoriale più stabile e prevedibile e condizioni di parità.

-Nuove regole per il settore del commercio online

Il Capitolo dell’accordo dedicato al commercio online consente alle imprese e ai consumatori di commerciare online in tranquillità, grazie a disposizioni volte a promuovere il commercio elettronico tra le parti e una più ampia diffusione a livello globale. Alle parti dell’accordo spetta il compito di adottare o mantenere un quadro giuridico che crei un ambiente favorevole per lo sviluppo del commercio elettronico. Le parti convengono inoltre di mantenere l’attuale prassi di non imporre dazi doganali per le trasmissioni elettroniche, che di per sé è già conforme alle decisioni ministeriali del WTO.

-Unificazione delle Regole di Origine

Le regole di origine unificate determinano quali merci ai sensi dell’accordo RCEP sono ammissibili al trattamento tariffario preferenziale, le nuove disposizioni consentono anche di ridurre i costi di conformità, poiché gli operatori avranno potranno scegliere tra una serie di documentazione da utilizzare per la prova di origine.

Effetto su altre nazioni nel mondo

L’RCEP arriva anche durante un periodi di dubbi sulla presenza degli Stati Uniti nella regione, assenti da due dei più importanti gruppi commerciali che circondano la regione in più rapida crescita del mondo: l’RCEP e il CPTPP da cui, subito dopo l’entrata in vigore ad inizio 2017, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di ritirare gli Stati Uniti dal Trans-Pacific Partnership (TPP), il predecessore del CPTPP.

Mentre, sotto la Presidenza Trump, gli Stati Uniti hanno adottato una politica più protezionistica, è nel regno delle possibilità che il Presidente eletto Joe Biden, cercherà realmente di unirsi alle organizzazioni internazionali e modificare la politica commerciale del paese. Tuttavia, con questioni interne sostanziali come COVID-19 e il cambiamento climatico forse più pressanti, l’influenza degli Stati Uniti all’interno della regione potrebbe diminuire in futuro a causa della cooperazione commerciale tra i paesi dell’Asia Pacifico.

Un altro notevole assente è l’India, una perdita significativa considerando che era coinvolta nei negoziati RCEP fin dai primi momenti ma si è ritirata dalle negoziazioni nel novembre dello scorso anno tra le preoccupazioni che l’accordo avrebbe comportato un impatto negativo sui produttori e l’industria Indiani, con potenziali importazioni a basso prezzo dalle vicine nazioni asiatiche che invadono il mercato locale.

Anche se l’India non tornerà all’accordo, le attuali 15 economie partecipanti al RCEP cresceranno fino a rappresentare il 50% della produzione globale entro il 2030, secondo i rapporti pubblicati di recente.

Mentre l’UE, che ha visto entrare in vigore l’accordo UE-Vietnam quest’anno e sta anche portando avanti il ​​proprio Accordo globale sugli investimenti (CAI) con la Cina (in fase di elaborazione da otto anni), presterà attenzione alla notizia della conferma di questo accordo con i suoi partner di investimento nel blocco, poiché i negoziati per l’accordo sono entrati in una fase cruciale per la finalizzazione.

Powerhouse Trade Bloc dell’Asia

L’accordo offre alla regione Asia Pacifica l’opportunità di diventare uno dei più grandi blocchi commerciali del mondo in un punto di svolta davvero unico nella storia. Il significato geopolitico dell’accordo segna il passaggio da un mercato orientato all’esportazione, influenzato tradizionalmente dall’Occidente, a un modello più costruttivo e autosufficiente per il progresso della prosperità.

Negli ultimi anni il mondo ha visto crescere le politiche più stringenti e scettiche nei confronti del commercio e della globalizzazione, con questo accordo l’Asia ha mostrato un atteggiamento più aperto e collaborativo, che può dare i suoi frutti considerando l’effetto sul clima economico post- pandemia.

Tutto considerato, l’RCEP sembra rafforzare la tendenza, già in atto da decenni, al continuo allontanamento del centro economico globale dalle superpotenze Occidentali  verso Est.