Introduzione

L’industria dei semiconduttori ha dovuto far fronte ad una grave carenza di materiale causata dalla pandemia del Covid-19 a partire dal 2020. Infatti, la catena di approvvigionamento globale dei semiconduttori è stata ampiamente colpita e molti Paesi, tra cui l’India, hanno riconosciuto l’importanza delle catene di approvvigionamento globali e la necessità di intraprendere azioni concrete per diversificare i partner della catena di approvvigionamento, soprattutto nel caso dei semiconduttori.

L’importanza dei semiconduttori è riconosciuta a livello mondiale, in quanto costituiscono un elemento essenziale dei dispositivi elettronici in diversi settori, tra cui la sanità e i dispositivi medici, le comunicazioni, l’informatica, la difesa, i trasporti, l’energia sostenibile e le principali tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e l’informatica quantistica. 

Attualmente valutato a circa 2.000 miliardi di dollari (Rs. 150 lakh crore), il mercato globale dell’elettronica è destinato a crescere in modo significativo a causa della crescente domanda di tecnologie emergenti come il 5G, l’IoT, l’intelligenza artificiale, la robotica, la mobilità intelligente, la produzione intelligente, ecc.

Il Ruolo dell’India

Fino a poco tempo fa, l’India aveva un ruolo di nicchia nel settore dei semiconduttori. Il Paese contava solamente tre strutture che producevano e commerciavano i semiconduttori ed i progressi compiuti erano molto modesti. Infatti, i semiconduttori venivano per la maggior parte importati nel Paese.

 

Con l’arrivo del Covid-19 in India, la domanda di semiconduttori è aumentata notevolmente a causa della massiccia digitalizzazione e le poche aziende indiane non riuscivano a soddisfare la domanda. A causa di questa interruzione delle catene di approvvigionamento si è creato uno squilibrio, con il blocco dei principali importatori di semiconduttori che rivestivano un’importanza strategica ed erano fondamentali per la sicurezza ed il funzionamento delle infrastrutture informatiche.  

Il cambiamento:

Nel dicembre 2021, il governo indiano ha approvato con lungimiranza un programma per lo sviluppo di un ecosistema produttivo di semiconduttori e display in India. Il governo ha inoltre presentato un programma di incentivi alla produzione da 10 miliardi di dollari (pari a circa Rs. 76.000 crore) per attirare i produttori di semiconduttori e display che sarà erogato nell’arco di sei anni e nei prossimi due anni saranno creati oltre 20 centri produttivi in diverse zone dell’India.

Si prevede che il programma porterà al Paese investimenti per 1.70.000 crore e sarà utilizzato per la produzione di prodotti che vanno dalle automobili ai gadget elettronici. La spinta dell’India verso i veicoli elettrici è legata all’industria dei semiconduttori, poiché quasi l’80% delle funzionalità dei veicoli elettrici deriva dai software, tra cui l’ottimizzazione delle batterie, la gestione del calore, le prestazioni, ecc.

In totale, il governo si è impegnato a sostenere 2.30.000 crore di rupie per ritagliare all’India un ruolo dominante come hub globale per la produzione di elettronica, con i semiconduttori come elemento principale.

Il governo intende inoltre fornire un ulteriore sostegno alle infrastrutture attraverso il programma EMC2.0, che fornisce un ulteriore supporto per la R&S, lo sviluppo delle competenze e la formazione, oltre agli incentivi offerti dal governo statale.

Subito dopo l’annuncio del programma sui semiconduttori, il 21 dicembre 2020 il Ministero dell’Elettronica e della Tecnologia dell’Informazione ha elaborato quattro progetti specifici per ridurre la dipendenza dell’India dalle importazioni e costruire un ecosistema per la produzione di semiconduttori. Successivamente, il 30 dicembre il Ministero ha deciso di pubblicare le linee guida per il rispetto dei suddetti progetti.

L’aspetto principale del programma è il sostegno a tutte le fasi principali della produzione di semiconduttori: progettazione, fabbriche specializzate per semiconduttori composti, fotonica del silicio e sensori, unità di assemblaggio, test, marcatura e imballaggio (ATMP), fabbriche di display e fabbriche di semiconduttori.

A partire dal 1° gennaio 2020, per un periodo iniziale di 45 giorni che è stato poi prorogato di volta in volta, il governo ha iniziato a invitare le aziende interessate a seguire i progetti elaborati, ricevendo proposte per un valore di 20,5 miliardi di dollari da cinque aziende per la creazione di unità di produzione di semiconduttori e display. Le tre aziende che hanno presentato domanda per impianti di semiconduttori sono Vedanta, seguita da una joint venture tra Vedanta e Foxconn ed infine un consorzio guidato da Next Orbit Ventures di Abu Dhabi e IGSS Ventures di Singapore. Sono stati avviati anche colloqui con aziende internazionali, come il produttore di chip statunitense Intel, che ha espresso interesse per la creazione di un impianto di produzione di semiconduttori in India.

Inoltre, il governo ha creato un’istituzione indipendente per guidare il progetto di sviluppo dei semiconduttori in India, chiamata India Semiconductor Mission (ISM), che è in procinto di coordinarsi con le aziende che hanno contattato per accedere al progetto.

Conclusione

Attualmente l’India sta rafforzando la sua presenza nel settore della produzione di semiconduttori. Tuttavia, oltre agli incentivi forniti dal governo, è essenziale superare alcuni ostacoli di base. Oltre alla crescita, l’India ha preso in considerazione anche l’impatto ambientale, promuovendo un eco-sistema sostenibile per la produzione di semiconduttori. Si stima che il mercato indiano dei semiconduttori raggiungerà i 63 miliardi di dollari entro il 2026, rispetto ai 15 miliardi del 2020.