La settimana scorsa, l’estenuante e inaspettata corsa all’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti è giunta ad una conclusione. Mentre il nuovo presidente Donald Trump si gode la vittoria personale, sembra che la sua attività non se la sia passata troppo bene negli ultimi anni e un interessante caso l’ha vista coinvolta, in passato, in Cina, relativamente al tema dei trademark.

Nel 2006, sembra che Trump abbia cercato di registrare il proprio cognome “Trump” in Cina come marchio nella classe 37, cioè la classe delle costruzioni, servizi di riparazione e installazione. Tuttavia, la richiesta di registrazione del marchio “Trump” è stata avanzata da un altro richiedente nella stessa classe solo due settimane prima, cosa che ha determinato il rigetto per il Trump “presidente” che, allora, richiese una revisione del marchio da parte del Trademark Review and Adjudication Board of PRC (TRAB). Tuttavia, dopo aver esaminato il caso, il TRAB respinse la revisione del marchio rifiutato, perchè lo stesso marchio era già stato registrato nella stessa classe da un altro richiedente, e la registrazione da parte di due marchi identici avrebbe potuto confondere l’origine delle merci. Di seguito, una causa sulla domanda del marchio Trump è stata presentata al tribunale del popolo e poi ad un tribunale superiore; ciò nonostante, Trump perse definitivamente la causa dopo due processi.

In realtà, il caso Trump non è il primo, ma è senza dubbio esemplare di quella che viene definita, la preventiva registrazione di un marchio in Cina. Michael Jordan, il famoso giocatore di basket degli Stati Uniti, ha affrontato una situazione analoga al caso Trump nel 2012. Michael Jordan ha intentato una causa contro Qiaodan sport (la pronuncia simile di jordan in cinese), un’azienda di abbigliamento sportivo cinese, apparentemente in violazione del suo diritto di nome. Tuttavia, Michael Jordan perse la causa improvvisamente perchè il suo nome famigliare, in Cina, è considerato come un nome americano normale, anche se è noto in tutto il mondo. Alla fine, la corte ha ritenuto che Qiaodan sport non avesse violato alcun diritto in capo a Michel Jordan.

La stessa situazione ha coinvolto Trump: nonostante il neo eletto Presidente degli USA sia diventato famoso per la sua posizione presidenziale, il suo nome è semplicemente considerato come un normale nome famigliare straniero in Cina. Inoltre, in considerazione della sua limitata popolarità in Cina nel momento della causa, il contenzioso presentato sulla base di violazione del diritto di nome e la registrazione dei marchi fu respinto dalla corte.

Negli Stati Uniti, il right of publicity è un diritto legale riconosciuto a celebrità per proteggere i loro nomi, i loro ritratti, la loro voce, ecc. Tuttavia, questo sistema, non è disponibile in Cina. Pertanto, cosa deve fare uno straniero, soprattutto con una certa fama e reputazione, per impedire ad altri di violare o abusare dei propri diritti in tal senso?

In Cina, il diritto dei marchi rispetta il principio della prima registrazione, vale a dire, la proprietà del marchio è acquisita da chiunque inoltri per primo la domanda preliminare. Se un nome o nome commerciale è stato registrato da altri in Cina, la persona che lo utilizza, senza essere consapevole di tale registrazione da parte di altri, può affrontare il rischio di violazione del diritto, usando un nome, il proprio, per scopi commerciali.

In generale, per quanto riguarda la disputa relativa al diritto al nome da parte della celebrità cinese, può essere presenta una causa per motivi di concorrenza sleale o violazione di diritti anteriori (di nome, diritto d’autore, eccetera), in conformità dell’articolo 31 del Diritto dei marchi. Tuttavia, sembra che questa diritto non sia applicabile agli stranieri in Cina, e questo in virtù di come il popolo cinese capisca e interpreti i termini inglesi. Inoltre, è indispensabile sottolineare un’altra differenza fondamentale tra oriente ed occidente: il nome cinese è dato da cognome e nome, situazione differente dagli stranieri che hanno nome e cognome separati.

Al fine di tutelare adeguatamente i propri diritti di proprietà intellettuale, suggeriamo agli investitori che hanno intenzione di aprirsi al mercato cinese, di consultare i nostri professionisti qualificati. Per approfondire l’argomento, è possibile richiedere la “Guida ai diritti di proprietà intellettuale in Cina”, in uscita nelle prossime settimane. Per richiederla, scrivere a info@dandreapartners.com

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