Ogni volta che si naviga in Internet per cercare informazioni, si lascia inconsapevolmente una traccia indelebile dietro di se’. Ogni volta che si aggiornano i profili social con i dettagli personali, quali nome, interessi, carriera accademica e lavorativa, etc., si sta anche inevitabilmente distribuendo un’incredibile quantita’ di dati preziosi.

Oggigiorno, siamo talmente avvezzi a queste dinamiche da non fare nemmeno piu’ caso al caro prezzo che paghiamo per tutto cio’. Al contrario, giganti di Internet quali Google e Baidu prestano molta attenzione al nostro utilizzo di Internet, perche’ competono per i nostri dati personali.

Come tutti sanno, nel 2010 Google ha smesso di operare in Cina – percio’ ogni piattaforma ad esso collegata (ad esempio Google Play Store – dove si possono scaricare apps-, Gmail oppure YouTube) e’ diventata inutilizzabile.

Di conseguenza, compagnie cinesi quali Alibaba, Tencent e Baidu si sono rafforzate nel mercato nazionale.

Nonostante cio’, durante il suo lungo esodo dalla Cina, Google ha piu’ volte tentato il grande ritorno con Sundar Pichai, CEO di Google. Nel corso dell’ultima World Internet Conference, tenutasi a Wuzhen nei pressi di Shanghai, Pichai ha affermato che gran parte del lavoro che Google al momento svolge e’ destinato ad aiutare le compagnie cinesi.

Il vastissimo e crescente popolo di Internet in Cina rappresenta per Google un mercato troppo importante per essere ignorato. Percio’, durante la summenzionata conferenza, Fei Fei Li, scienziato capo di Google Cloud, ha annunciato la creazione di un nuovo Research Center of Artificial Intelligence (A.I.), a Pechino. L’apertura di un centro hi-tech di A.I. potrebbe non condurre, alla fine, al ritorno di uno dei piu’ famosi motori di ricerca online in Cina, ma, in effetti, potrebbe quantomeno aumentarne le probabilita’ in futuro.

In realta’, il recente approfondirsi della relazione tra Google e la Cina e’ stato voluto da entrambi i lati. In primis, la Cina ha grandi ambizioni di stabilirsi in questo campo, soprattutto dopo che Pechino ha da poco annunciato il suo piano di costituire nei prossimi anni un’industria di A.I., il cui valore stimato supera i 150 bilioni di dollari.

In secundis, Google e’ particolarmente interessato a cooperare con la Cina perche’ nonostante gli Stati Uniti – madrepatria di Google – siano stati leader mondiali in A.I. in passato, hanno da poco sperimentato una crescente tensione in questo settore, con una significativa riduzione dei fondi e un inasprimento delle politiche di immigrazione per i ricercatori internazionali, secondo quanto previsto dalle normative governative.

Per adesso, sembra che la Cina voglia cogliere l’opportunita’ di esplorare piu’ in profondita’ questo nuovo, emergente settore, percio’ vi e’ la possibilita’ per entrambi Google e Cina di collaborare nello sviluppo delle future tecnologie.

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