Fin dal suo lancio nel 2013, la Shanghai Free Trade Zone (CSPFTZ o Zona) ha attratto un crescente numero di investimenti esteri in vari settori. Il recente protocollo d’intesa (memorandum of understanding) tra il gigante americano Amazone la CSPFTZ, che ha permesso ad Amazon di lanciare sul mercato la sua nuova piattaforma di commercio elettronico transfrontaliero all’interno della Zona, ha generato un particolare entusiasmo. Questo nuovo sviluppo, combinato all’interesse di altre grandi aziende , ha portato ad un ulteriore allentamento delle restrizioni per le imprese che operano nell’e-commerce.

Da 55 a 100

Il 13 Gennaio 2015, il Ministero dell’Industria e dell’Information Technology (MIIT) ha emesso la “Notice on the Lifting of the Cap on Foreign Investment in Online Data Processing and Transaction Processing Business (e-commerce) in the China (Shanghai) Pilot Free Trade Zone (Notice)”, che ha permesso un ulteriore allentamento delle restrizioni sul rapporto di partecipazione azionaria straniera nel settore dell’e-commerce all’interno della CSPFTZ.

Inizialmente, gli investimenti stranieri in questo settore erano limitati al 55% del capitale registrabile all’interno della Zona e le operazioni di e-commerce potevano essere condotte soltanto tramite Joint Venture sino straniere (JVs) o societa` cinesi. Recentemente, e` stata rimossa ogni tipo di limitazione a riguardo, e la percentuale e` stata aumentata al 100%. Pertanto, anche le societa ad intero capitale straniero (WFOEs) possono operare nell’e-commerce all’interno della CSPFTZ.

La Notice rappresenta un grande passo in avanti per il settore dell’e-commerce che, fino ad oggi, e` sempre stato monopolizzato da societa` cinesi come Alibaba, JD.com e Suning, eliminando di fatto la concorrenza straniera nel mercato. Con la pubblicazione della Notice, le societa` straniere non solo possono costituire una WFOE nella CSPFTZ, ma possono anche iniziare a implementare piani strategici per il mercato cinese del commercio elettronico.

Costituire una FIE nella CSPFTZ

La costituzione di una FIE e` molto piu` facilitata nella Zona rispetto che in altre aree. Le procedure di approvazione sono state abolite a favore di una registrazione, salvo indicazioni contrarie, basata sulle Special Administrative Measures of China (Shanghai) Pilot Free Trade Zone for Admittance of Foreign Investments (Negative List) del Consiglio di Stato. La pre-approvazione del Ministero del Commercio Cinese (MOFCOM) non e` piu` necessaria prima della registrazione delle FIE con l’Amministrazione dell’Industria e del Commercio (AIC).

I potenziali investitori dovrebbero prima di tutto verificare se l’industria di destinazione dei loro investimenti e` presente o meno nella Negative List: se non e` presente possono semplicemente completare il “Backup Record registration form” con le informazioni piu` importanti relative ai loro investimenti e inviare il modulo alle autorita` di amministrazione della CSPFTZ. Successivamente gli investitori potranno proseguire con le procedure amministrative dell’AIC, tassa di registrazione e con le altre procedure standard.

Per semplificare ulteriormente le cose, la nuova “one-stop application processing platform” nella CSPFTZ, prevede che gli investitori siano in grado di gestire le pratiche con tutte le autorita` coinvolte nello stesso momento, venendo meno all’inconveniente di trascorrere diversi giorni passando da un ufficio all’altro per completare tutte le procedure, come accade spesso per le FIE che cercano di istituire investimenti fuori dalla Zona.

 

 

L’E-Commerce fuori dalla Zona

Oltre alla pesante concorrenza commerciale delle societa` di e-commerce cinesi, le FIE nel settore del commercio elettronico stabilite al di fuori della CSPFTZ affrontano anche diverse restrizioni imposte dalle “Provisions on the Administration of Foreign-funded Telecommunications Enterprises” (revisione del 2008), secondo le quali la percentuale degli investimenti stranieri nei servizi a valore aggiunto delle telecomunicazioni non deve superare il 50%. Cio` significa che al di fuori della CSPFTZ il capitale straniero e` consentito solo tramite la costituzione di una JV. In questo modo vi e` un enorme incentivo per gli investitori stranieri che stabiliscono le loro attivita` di E-commerce all’interno della Zona.

Aspettative di sviluppo futuro

Grazie al rapido sviluppo di Internet, l’E-commerce e` destinato a diventare uno dei pilastri dello sviluppo economico cinese. Lo scorso anno, il vice ministro del MIIT ha rivelato, durante la “China’s first Internet Conference”, che il settore dell’E-commerce e` impostato per essere completamente aperto agli investimenti esteri con delle politiche che sono in corso di elaborazione. Tuttavia, non e` ancora disponibile nessun programma per questo tipo di sviluppo.

Dalla pubblicazione delle “Opinions” nel gennaio 2014, a quella della “Notice”, nel gennaio 2015, la percentuale di investimenti stranieri nei servizi di telecomunicazione a valore aggiunto nella CSPFTZ e` aumentata dal 55% al 100% in un solo anno. E` naturale, dunque, prevedere che le regole per gli investimenti stranieri nel settore dell’e-commerce saranno sempre piu` flessibili, e che l’ambiente per gli investitori stranieri in questo ambito sara` sempre piu` favorevole. Inoltre, poiche` la CSPFTZ e` un’area creata per pilotare nuove politiche che successivamente saranno estese a livello nazionale, ci si puo` aspettare che anche le WFOE, in un futuro non troppo lontano, potranno operare nell’e-commerce nazionale.

Nonostante recenti sviluppi siano estremamente incoraggianti, bisogna tener presente che le societa` di e-commerce si basano su un accesso internet veloce e affidabile. Come indicato da recenti studi, condotti dalla Camera di Commercio Europea in Cina, l’86% delle societa` cinesi ha avuto diverse difficolta` in seguito a determinati siti web e strumenti online bloccati; l’80% degli intervistati ha registrato un impatto aziendale negativo a seguito del recente inasprimento dei controlli su Internet dall’inizio del 2015. Sara` interessante osservare quale sara` la forza che prevarra` in questo settore, la necessita` di un mercato piu` aperto o il deterrente di un ambiente operativo limitato.

 

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