Al fine di avviare un’attività di impresa in Italia è possibile valutare diverse e differenti opzioni; in questo articolo vogliamo condividere i principali passi da attuare per concretizzare questo obiettivo.

La legge italiana vede con grande favore gli investimenti degli imprenditori stranieri, e stabilisce che:

  • Coloro che provengono da Paesi situati nell’Area Economica Europea godono delle stesse condizioni previste per i cittadini italiani, per quanto concerne l’attività di investimento in una società nuova od esistente, senza limitazioni sulla loro capacità di condurre attività di impresa.
  • Per gli individui o le persone giuridiche al di fuori dell’Europa o dell’Area Economica Europea, la loro capacità è basata sulle cosiddette “condizioni di reciprocità”. Ciò significa che gli investitori stranieri godono di determinati diritti a condizione che lo stesso regime giuridico venga garantito agli investitori italiani in quel dato Paese straniero.

Questo particolare meccanismo non funziona in presenza di Trattati Bilaterali di Investimento tra l’Italia ed il Paese da cui gli investitori provengono (elenco disponibile sul sito www.esteri.it).

Inoltre, gli investitori stranieri sono liberi di investire in qualsiasi campo economico.

In alcuni casi, però, la legge prevede delle eccezioni al generale principio di libertà di iniziativa economica, e prescrive che gli investitori ottengano una specifica autorizzazione. Tra i settori soggetti a questo regime speciale abbiamo: attività bancaria; servizi di assicurazione e di investimento; telecomunicazioni; reti; reti elettriche; emittenti. Anche in determinati settori strategici, individuati dal Decreto Legge numero 21 del 15 Marzo 2012, gli investimenti diretti sono soggetti ad un complessivo controllo normativo eseguito direttamente dal Governo. In ogni caso, queste particolari limitazioni riguardano sia gli investitori italiani, sia gli investitori stranieri: non c’è alcuna limitazione specificamente prevista per gli investitori stranieri, e la legge non stabilisce un “Elenco Negativo” (presente, per esempio, in Cina) e non individua settori in cui gli investimenti stranieri sono totalmente preclusi.

Per quanto concerne la forma di investimento, l’Italia garantisce un’ampia scelta di forme giuridiche utili a costituire un’impresa. Le più comuni sono:

  • SRL (Società a responsabilità limitata);
  • SPA (Società per azioni);
  • M&A: transazioni in cui la proprietà delle società, altre organizzazioni d’impresa o le loro unità operative sono trasferite o fuse con altre entità;
  • Acquisto di una impresa esistente: in questo caso, l’investitore decide di acquistare un complesso di risorse (elementi sia materiali, sia giuridici) funzionalmente connesse tra loro e che probabilmente diventeranno uno strumento per portare avanti una attività di impresa.
  • Altri (ufficio di rappresentanza, ramo di una compagnia straniera, e così via).

Nel caso di costituzione, la legge richiede un elenco di documenti al fine di completare la procedura. I documenti principali necessari per costituire una società in Italia sono i seguenti:

  • Elenco degli azionisti della società e tutte le informazioni riguardanti la società straniera che vuole costituirla;
  • Procura, autenticata e apostillata/legalizzata, se necessaria, rilasciata in favore delle persone a cui è richiesto di presenziare all’incontro di costituzione in Italia.
  • Codice fiscale italiano degli amministratori, dei supervisori e degli azionisti della società;
  • Statutoe atto di costituzione della nuova società, che deve avere specifici requisiti previsti dal Codice Civile italiano e che deve essere firmato alla presenza di un notaio.

Nel caso di M&A, il Codice Civile Italiano prescrive una lista di documenti e adempimenti necessari.

L’articolo 2501 menziona espressamente:

  • Il progetto di fusione, che deve includere le informazioni principali (atti di incorporazione, nome della compagnia e uffici registrati);
  • Il bilancio o le ultime dichiarazioni finanziarie delle compagnie partecipati alla M&A;
  • Una relazione redatta dalle amministrazioni delle compagnie partecipanti, riguardante il progetto di fusione.

I passaggi sopracitati rappresentano solo una piccola parte dei requisiti e delle procedure necessarie per investire in Italia. Presso lo Studio legale D’Andrea & Partner abbiamo un team di esperti che può aiutarvi nel gestire la vostra attività d’impresa in Italia.

Sentitevi liberi di contattarci mediante e-mail all’indirizzo info@dandreapartners.com per i nostri servizi di investimento.