Dopo il lancio dell’iniziativa da parte di vari comuni italiani di vendere case a 1 euro  (http://www.dandreapartners.com/in-italia-immobili-in-vendita-ad-1-euro-una-nuova-opportunita-di-business/?lang=it) per evitare il progressivo spopolamento delle aree rurali e, quindi, favorire il recupero virtuoso dei territori, è stato registrato un altissimo interesse a questo progetto, soprattutto da parte di cittadini stranieri. Infatti, le domande complessivamente inviate sono state ben al di sopra del numero degli immobili disponibili. Ciò ha indotto da un lato i comuni già partecipanti a ripetere l’iniziativa, dall’altro nuovi comuni ad aderirvi.

Il quadro complessivo si conferma dunque in continua evoluzione. Solo per citare qualche dato, a Biccari (comune in Puglia, che ha messo a disposizione 15 immobili) sono arrivate circa 7000 richieste; ancora, il Comune di Oyace, in Val d’Aosta, abitato da circa 50 persone, ha ricevuto in pochi giorni 50 richieste, anche da oltre oceano. Gli esempi potrebbero essere innumerevoli dal momento che in Italia più di 60 borghi hanno aderito all’iniziativa (anche se è difficile tracciare un elenco, rilevato il dinamismo con cui vengono chiusi e aperti nuovi bandi di partecipazione per l’acquisto di case a 1 euro).

Molti cittadini ed investitori si chiedono come questo progetto sia concretamente possibile e sostenibile.  Il processo che ruota attorno all’iniziativa è semplice. Gli immobili vengono ceduti da privati, che spesso vogliono disfarsene per evitare di pagare le tasse, ai comuni, che procedono a metterli all’asta alla cifra simbolica di 1 euro. La filosofia che spinge i Comuni a promuovere quest’iniziativa risiede nella volontà di rivalorizzare il patrimonio immobiliare (generalmente è obbligo dell’acquirente provvedere al restauro dell’immobile, in linea con i vincoli architettonici locali, o trasferirvi la residenza) ed evitare l’abbandono dei centri minori in favore delle città.

A fronte degli importanti e soddisfacenti risultati, nonché della facilità della procedura di vendita, non solo è aumentato il numero dei Comuni aderenti all’iniziativa, ma sono state anche elaborate soluzioni alternative, al fine di ottenere un maggior numero degli immobili disponibili per soddisfare le richieste dei potenziali acquirenti. Tra queste iniziative, si cita ad esempio la vendita all’asta degli immobili non più al prezzo simbolico di un solo euro, ma ad un prezzo che oscilla da 1 a 15mila euro. Il prezzo è comunque assai modico, ma l’incremento del prezzo permette di includere un maggior numero di immobili.

Poiché inoltre il ripopolamento del borgo, che costituisce la vera ratio del progetto, spesso fatica ancora a decollare, considerato che alla maggior parte degli immobili non viene data altra destinazione se non quella turistica, col tempo i Comuni hanno perfezionato e ripensato ai requisiti di partecipazione all’iniziativa da parte degli acquirenti. Tra questi nuovi correttivi, si cita la preferenza a chi si impegna a realizzare dei progetti di investimento per l’avvio di un’attività economica (diversa da quella meramente turistica), la preferenza nei confronti di famiglie e giovani coppie così come a chi presenta i migliori progetti di riqualificazione.

Il tessuto economico del paese e dell’area circostante viene così fornito di nuovo ossigeno. L’idea può essere assai interessante per gli investitori, anche per coloro che non abbiano i requisiti per l’acquisto degli immobili disponibili. L’avvio, infatti, dell’attività produttiva in un’area in via di riqualificazione può rappresentare un’intelligente strategia di investimento, considerato l’attuale basso prezzo di strumenti e beni per l’industria e la loro possibile rivalorizzazione anche in fase di rivendita.

D’altronde l’Italia è nota per essere caratterizzata da piccoli e medi centri abitativi, e di riflesso dalla piccola e media impresa a valorizzazione delle eccellenze locali. Si tratta di nicchie di produzione, che pur se localizzate in una piccola area, hanno un grande volume di export, rilevata l’alta qualità dei loro prodotti, che rimane tale solo se essi continuino ad essere coltivati o fabbricati in quella determinata zona.

Lo scenario delle case in vendita a 1 euro può dunque costituire un importante segnale di investimento da cogliere. In questo processo, il nostro team è a disposizione e a supporto verso tutti coloro che possono avere un interesse in tale progettualità. Per qualsiasi domanda, contattaci su info@dandreapartners.com