Il 24 Marzo 2019 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, in rappresentanza rispettivamente del governo italiano e di quello cinese, hanno sottoscritto un protocollo di intesa (“Memorandum of Understanding” o “MoU”) volto a rafforzare, su vari livelli, la cooperazione tra i due Paesi.

Il MoU – intitolato “Documento d’Intesa tra il governo della Repubblica italiana e il governo della Repubblica Popolare cinese sulla collaborazione all’interno del progetto economico “via della seta” e dell’iniziativa per le vie marittime del XXI secolo” – prevede espressamente che i due Paesi collaboreranno al fine di migliorare il dialogo politico, la connettività delle infrastrutture, tra cui i trasporti, la logistica e le operazioni doganali, nonché a favorire il commercio e gli investimenti, la cooperazione economica e finanziaria, gli scambi culturali e la protezione dell’ambiente.

Le modalità di questa forte collaborazione vengono quindi individuate, a titolo esemplificativo, nello scambio di informazioni, sia attraverso i canali governativi che attraverso lo sviluppo di programmi pilota in aree chiave, come quello della ricerca, degli scambi economici e della formazione del personale.

Nel protocollo inoltre si fa specifica menzione anche di un impegno di Italia e Cina a esplorare nuove opportunità di cooperazione in Paesi terzi, adottando progetti che siano vantaggiosi per questi ultimi, favorendo quindi le loro priorità in termini di sviluppo e le esigenze delle popolazioni coinvolte.

Il MoU, pur non essendo qualificabile come accordo internazionale, fonte di obblighi e di diritti per i Paesi firmatari, ha comunque un consistente significato politico, oltre che un notevole valore in termini economici. Si stima infatti che il progetto della Belt Road Initiative abbia un valore di più di mille miliardi di dollari, e che costituirà la base giuridica per la conclusione di molteplici accordi tra aziende italiane e cinesi, il cui volume economico si aggira attorno ai 2 miliardi di euro (con un potenziale di 20 miliardi di euro).

 

In conclusione, dunque, occorrerà ora vedere come evolverà nel tempo questa nuova collaborazione tra Europa e Cina.